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Turismo in rosso, per Cortina d’Ampezzo è un’estate da dimenticare

La stagione estiva nella conca ampezzana rischia di rivelarsi un flop. Un secondo flop, dopo le gravi vicissitudini dell’inverno. E le cause sono sempre le solite: maltempo e crisi. A Cortina il “tutto esaurito” è ben lontano. Per il Ferragosto ci sono ancora numerose camere libere e vari appartamenti sfitti, che tutti si augurano vengano occupati. Per tutto il mese di luglio e nella prima settimana di agosto non si è visto il pienone in centro, né durante la settimana, né nei weekend. Parecchie le seconde case chiuse, parcheggi auto semi vuoti e assenza del traffico che caratterizza i periodi di alta stagione. È vero che agli eventi sportivi e culturali non mancano gli spettatori, ma il pubblico è per lo più formato da residenti della conca e dei comuni limitrofi. A tamponare la situazione, come da varie stagioni a questa parte, ci sono i turisti stranieri che, però, restano poche notti e non fanno molti acquisti. Preoccupati gli imprenditori turistici. «In Faloria e Cristallo a luglio abbiamo fatto il 30% in meno rispetto allo scorso anno», ammette Enrico Ghezze, amministratore di Cortina Cube, la società che gestisce le ski aree di Faloria, Cristallo e Mietres, «e c’è poco da stare allegri. Il calo è sicuramente dovuto al brutto tempo, perché è chiaro che, se piove e fa freddo tutti i giorni o quasi, in alta montagna non sale nessuno».

Quest’anno, poi, il maltempo ha flagellato anche la pianura in Veneto e in Emilia, due regioni dalle quali sono sempre saliti numerosi turisti: «Non c’è stato il caldo in pianura e quindi nessuno è scappato in montagna. Inoltre ci sono stati parecchi danni da alluvioni e smottamenti vari e la gente non ha più soldi. Manca in toto il turista italiano, che è il turista di agosto. Staremo a vedere come prosegue la stagione, confidando che il meteo cambi, altrimenti sarà davvero dura per tutti».

Tra i locali e i negozi la situazione non è certo incoraggiante. I commercianti fanno il possibile, proponendo prodotti di qualità con super sconti, ma la maggior parte degli acquirenti restano i residenti. Non c’è il pienone nemmeno nei ristoranti o nelle pizzerie, dove, a differenza del passato, non si fatica a trovare tavoli liberi anche senza aver prenotato.

«Si sente fortemente che mancano i turisti delle seconde case», ammette Veronika Gaspari dei negozi Art House, «ci sono gli stranieri, ma questi acquistano solo qualche souvenir. Gli italiani fino ad oggi non li abbiamo mai visti. Tra il maltempo e la crisi i nostri connazionali sono rimasti a casa».

L’arrivo degli italiani è previsto dal 9 agosto: «Ma ciò significa che la stagione si ridurrà a due settimane di lavoro, sempre che il tempo sia bello, altrimenti chi ha la casa andrà comunque via prima».

Il settore dell’abbigliamento è quello che sembra risentire di più del calo turistico. Ma anche i commercianti identificano nel 30% il calo dei loro incassi. Gli stranieri comprano pochi abiti e ancora meno le scarpe: «Luglio è stato molto magro», dichiara Daniele Mosco dell’omonimo negozio, «per quanta riguarda il mese di agosto io da venerdì sto lavorando abbastanza bene, ma sento tanti ancora lamentarsi. Siamo molto lontani dal tutto esaurito».

Sullo stesso tono Stefano Rezzadore, titolare del bar Sport in pieno centro e del ristorante-pizzeria Viene in via Roma. «Il 30% in meno è un dato realistico», dice, «basta guardarsi attorno, non c’è coda sulle strade, i parcheggi sono semideserti. Io noto che dal 20 luglio in poi c’è stato un ulteriore calo rispetto a i primi giorni di luglio. Si fa fatica ad organizzare il lavoro e il personale. Mancano gli italiani e i secondocasisti e si vede ovunque».

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