| categoria: Roma e Lazio

DIETRO I FATTI/ Lo scandalo (silente) dei vitalizi alla Regione Lazio

E’ una faccenda umiliante per tutti, dolorosa, imbarazzante. E infatti non se ne parla. Ci ha provato con la sua potenza di fuoco il Messaggero, ci ha provato il Fatto Quotidiano. Niente. Il corpaccione ipertrofico della politica capitolina fa orecchie da mercante. Nessuna reazione apprezzabile, nessuna autodenuncia e ovviamente nessuna auto-rinuncia. Parliamo dei vitalizi, alla Pisana costano non meno di venti milioni di euro all’anno. Un piccolo scandalo dal quale è bene tener lontana l’opinione pubblica. Qualcuno se ne accorgerà? I due quotidiani impietosi pubblicano l’elenco dei beneficiari. Una gogna inutile. Servirebbe un provvedimento che ne disponesse il prelievo direttamente alla fonte per trasferirlo a chi ha in gestione qualcuna delle emergenze regionali. Ricordiamo subito che il vitalizio è stato abolito e che i consiglieri in carica non lo riceveranno. Ma il Lazio aveva fissato una soglia bassissima, 50 anni, per accedere all’assegno, e man mano che gli ex consiglieri invecchiano la spesa per la regione aumenta. Oggi sono 270, anno dopo anno diventeranno molti di più, visto che sono in 44 quelli in attesa di festeggiare il cinquantesimo compleanno. I beneficiati del 2014? Presto detto, Marco Di Stefano, Pd, che per ora però non incassa perché è anche deputato (ma quando finirà la sua esperienza in Parlamento potrà ricevere il bonifico mensile a cui, tra dieci anni, si aggiungerà la pensione da parlamentare) e Giulio Gargano (sospeso però per una condanna della Corte dei conti); il 21 agosto toccherà a Roberto Buonasorte (La Destra) e una settimana dopo a Nicola Illuzzi, che fu eletto nella scorsa legislatura con la Lista Polverini. Buonasorte e Illuzzi sono chiamati a versare circa 70 mila euro per fare scattare il vitalizio, visto che la scorsa legislatura non è durata cinque anni. Ma comunque calcolando circa 3 mila euro al mese garantiti per sempre (e con il diritto anche alla reversibilità per i familiari) l’integrazione a proprio carico è un buon investimento. Nel 2015 si aggiungeranno l’ex consigliere dell’Idv Annamaria Tedeschi (anche lei però dovrà prima versare la parte mancante dei contributi), Mariella Zezza (ex assessore con la Polverini), Monica Ciccolini (giornalista, consigliere regionale del centro destra dal ’95 al 2000) e Clemente Ruggiero (fu eletto nel 2000 nell’Udeur). Nella scorsa legislatura, quando c’erano quindici assessori esterni che non avrebbero avuto diritto al vitalizio venne fatta senza tanta pubblicità una legge ad hoc per assicurare la pensione da cinquantenne anche agli assessori esterni, mai votati da nessuno. Ne beneficiano già Gabriella Sentinelli e Stefano Cetica, ex assessore al Bilancio. Nel 2016 ci saranno altri cinque baby pensionati. Enzo Foschi (già capo segreteria del sindaco Marino), Sandro De Gasperis, Luca Malcotti (ha dichiarato che intende rinunciare al vitalizio), Nicola Palombi (Pdl) e Adriano Roma. Nel 2017, altri sei neo cinquantenni, tra i quali Francesco Battistoni, Forza Italia,e Pietro Sbardella, consigliere regionale in carica nel Gruppo Misto. La politica rende, eccome. Ma la ricaduta sugli amministrati?

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