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DIETRO I FATTI/ Incredibile Marino, da uno scivolone all’altro

Da un lato il braccio di ferro con i dipendenti capitolini, cui vuole tagliare la retribuzione nella parte del salario accessorio. Ma la spending review, secondo il sindaco di Roma Ignazio Marino, vale solo per gli altri. Arrivano infatti nuove assunzioni nel suo staff. Dall’altro, invece, la richiesta di donare 250 euro per piantare un albero. E si sa, in tempi di crisi sono soldi che fanno comodo. Soprattutto se il Campidoglio ha appena aumentato del 4% la tariffa sui rifiuti o porta al massimo l’aliquota Imu sulle seconde casa. Ecco, in estrema sintesi, come scatenare un putiferio in due mosse. Ed essere sommerso da un mare di critiche. Quasi ad avere una naturale predisposizione al massacro.

I nuovi dirigenti per il settore comunicazione arrivano e i precari storici e i concorsisti non possono che stare a guardare. Il contratto per il nuovo direttore ufficio strategie della comunicazione sembra sia oramai pronto. La note dei sindacalisti, che parlano di 7 nuove entrate in quel dipartimento, confermano i rumors. E fanno salire la rabbia. Soprattutto perché l’atto è stato firmato da Marino il 31 luglio, proprio il giorno in cui la sua giunta ha rotto le trattative sul contratto collettivo decentrato. “Risulterebbe davvero bizzarro – scrivono infatti in una nota le organizzazioni sindacali – che il piano di rientro abbia effetto solamente per il costo del personale o delle supplenti delle scuole materne infantili e non per gli uffici stampa o i dirigenti nominati”. Per la cronaca i vincitori del concorso aspettano un’assunzione dal 2013. La domanda che in tanti si fanno, nei corridoi di palazzo Senatorio, è se questo sia il preludio alla cacciata di Marco Girella: capo ufficio stampa da 170 mila euro l’anno, che vanta un pessimo rapporto con i giornalisti e che da sei mesi – dicono i bene informati – non parla con Marino.

Capitolo verde. Il settore è in rosso e il sindaco ha una soluzione: si chiama “dona anche tu un albero a Roma”, l’iniziativa è stata lanciata ieri. L’obiettivo è però economico prima che green. Perché? Perché il costo da pagare è di 250 euro a fusto. Ma a fare i conti qualcosa non torna: 15 euro per comprare la pianta, 50 per l’attestato nel registro delle “donazioni”, più una percentuale al servizio giardini. Il resto invece sarà usato per il bilancio del settore. Su facebook l’ironia viaggia alla velocità di un clic. “Rutelli li regalava gli alberi, nasceva un bambino e ti mandava a casa la lettera con le coordinate”, scrive un internauta. “A Marì, se ce lasci er salario accessorio te compriamo na pineta”, commenta un altro. C’è anche chi suggerisce di piantarli su una di quella discariche che sono diventati i cassonetti per le strade di Roma. Dove è facile trovare la buccia di banana su cui, ancora una volta, è scivolato il sindaco.

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