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Gaza, razzi rompono la tregua, poi arriva l’ok alla proroga di 72 ore

Una salva di razzi, almeno tre, lanciati contro il sud di Israele ha posto fine con qualche ora di anticipo alla tregua di 3 giorni iniziata domenica scorsa nel conflitto tra Israele e Hamas, e le formazioni palestinesi armate della Striscia di Gaza. Ma, intanto, dal Cairo rimbalza la notizia di un accordo tra le parti, in extremis, per una nuova tregua di altre 72 ore. Nel tardo pomeriggio era arrivata l’indicazione del sì di Israele alla proposta egiziana di prolungare il cessate il fuoco, e continuare nei colloqui indiretti al Cairo. E, in serata, anche un portavoce di Hamas, citato dai media arabi, ha confermato – via tweet – il via libera all’intesa. I palestinesi, da parte loro, avevano avvertito nei giorni scorsi che non si sarebbero accontentati di una ‘manciata di minuti di pacè, e che pretendevano da Israele una serie di concessioni in cambio di una intesa duratura. Al tavolo del negoziato, mediato dal capo dell’intelligence egiziana, Il Cairo ha dovuto, alla fine, proporre il rinvio dei dossier ‘più spinosì: il disarmo di Hamas per gli israeliani, la fine dell’embargo a Gaza per i palestinesi, oltre ad altri capitoli scottanti, dai prigionieri ai cadaveri dei soldati uccisi nel conflitto di queste settimane. Le due parti, hanno riferito nelle ultime 48 ore fonti vicine al negoziato, avevano raggiunto una intesa parziale su sei punti messi sul piatto dagli egiziani. In sostanza, in cambio dell’attenuazione dell’embargo, con maggiori flussi ai valichi e anche salari ai membri civili di Hamas, le fazioni palestinesi si sarebbero impegnate a non sparare razzi contro Israele non per 3 giorni ma per molto più tempo, «anni» secondo i più moderati. «I terroristi di Gaza hanno rotto la tregua», ha twittato il portavoce militare israeliano pochi minuti dopo che il sistema Iron Dome aveva intercettato e distrutto un razzo, altri due sono caduti in campo aperto. La radio militare ha annunciato la ripresa dei sorvoli dei droni, con numerosi testimoni che via social network hanno parlato di esplosioni nel nord della Striscia. Hamas, dal canto suo, negando ogni responsabilità nel lancio dei razzi, aveva già indetto per venerdì una giornata di mobilitazione, invitando i ‘fratellì della Cisgiordania a scendere nelle strade.

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