| categoria: sanità Lazio

Acquapendente, la casa della salute al posto dell’ospedale non la vogliamo. Ricorso al Tar?

La Regione ha ormai ufficializzato il destino dell’ospedale di Acquapendente, declassandolo a Casa della Salute, ed è rivolta. Martedì prossimo si svolgerà il consiglio comunale aperto con all’ordine del giorno la richiesta della minoranza per dimissioni dell’intero consiglio a sostegno dell’azione di difesa dell’ospedale. Si proseguirà poi con un ordine del giorno sull’ospedale stesso. Il sindaco invita tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
«Arriva l’ennesima strigliata da parte di un sindaco di centrosinistra sull’operato ( o forse non operato) di Zingaretti per quanto riguarda la sanità. Dopo le proteste dei primi cittadini di Bracciano, Monterotondo, Subiaco, Tarquinia, ora è la volta di Acquapendente. Il sindaco Alberto Bambini, senza tanti giri di parole, si scaglia contro il Decreto del commissario ad acta del 25 luglio scorso, dove si ufficializza il destino dell’ospedale del comune del viterbese, che dovrebbe diventare una casa della salute, con un depotenziamento del Punto di primo Intervento. E la degenza per acuti sarà ridotta a soli otto posti. La struttura in questione abbraccia oltre tredici comuni che confinano con Umbria e Toscana». Lo dichiara, in una nota, il vice presidente della Commissione Salute della regione Lazio Antonello Aurigemma. «Il sindaco, nelle sue parole, oltre a minacciare un ricorso al fine di garantire, comprensibilmente e giustamente, il diritto alla salute dei cittadini – aggiunge Aurigemma – arriva a rimpiangere il decreto della Polverini, che almeno prevedeva un Primo intervento di tipo c. Appaiono sempre più evidenti le problematiche della sanità laziale dopo quindici mesi di Zingaretti: mancanza di programmazione e assenza totale di pianificazione. I territori sono abbandonati, non esiste il confronto con le realtà locali. E queste criticità sono sempre più palesi, visto che a sottolinearle sono proprio i sindaci di centrosinistra. Inoltre, con la chiusura dell’ospedale di Acquapendente, molti cittadini saranno costretti a spostarsi fuori il Lazio, nelle regioni confinanti, per effettuare le visite. Tutto ciò provocherà un aggravio di costi proprio per la nostra Regione. Come si dice in questi casi ‘oltre al danno, la beffà. La misura è davvero colma. Vista la totale assenza e indifferenza sia di Zingaretti che di coloro i quali, all’interno dell’amministrazione regionale, sono preposti a tali funzioni, sarà mia premura effettuare nel mese di agosto un sopralluogo all’ospedale acquesiano, insieme a sindaci, amministratori, cittadini e categorie per comprendere le loro ragioni e preoccupazioni».
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La protesta del sindaco
“Noi non accettiamo assolutamente questo destino – dichiara il sindaco Alberto Bambini – innanzitutto perché il contenuto del decreto è peggiorativo di ciò che era stato prospettato negli incontri degli ultimi mesi, soprattutto per quanto riguarda la copertura dell’emergenza, ed anche perché la Regione ha sì individuato delle strutture sanitarie da dotare di servizi in deroga in quanto ricadenti in zone disagiate, ma tra queste non è inserita Acquapendente. Queste strutture hanno una dotazione di servizi quasi coincidente con le proposte che da sempre abbiamo fatto per il nostro ospedale, a dimostrazione che quelle che si chiedevano erano richieste legittime che stavano all’interno delle linee guida regionali. È molto grave, quindi, che Acquapendente non sia stata riconosciuta tra le zone disagiate, perché forse più delle altre ne ha le caratteristiche sia geografiche che socio economiche (riconosciute anche nelle ultime delibere della Regione Lazio sulle aree interne, ecc…)”.“Il decreto – prosegue Bambini – prevede per Acquapendente una Casa della Salute dove praticamente scompare la degenza per acuti (8 posti letto sono una presa in giro), ed anche il punto di primo intervento viene depotenziato. Mai avrei pensato di dover rimpiangere il tanto avversato decreto 80. Ma per Acquapendente, e di conseguenza per l’Alta Tuscia, credo che questo decreto sia peggiorativo di quello emanato dalla Polverini, dove almeno una parvenza di tutela per le aree svantaggiate era prevista, poiché il Cecad era dotato di un Primo Intervento di tipo C. Oggi ne vale anche della dignità di chi su questa battaglia ha messo la faccia e continuerà la battaglia indipendentemente da chi è alla guida della Regione Lazio”.
“Subito dopo Ferragosto – dice ancora Bambini -verrà convocato un consiglio comunale aperto, durante il quale si porterà all’approvazione un ordine del giorno che autorizzi il sindaco a presentare ricorso amministrativo contro questo decreto. Nel frattempo mi auguro che ci siano gli spazi politico-istituzionali per riparare a questo grave danno, riconoscendo Acquapendente al pari delle altre strutture inserite nelle zone disagiate. Altrimenti il ricorso sarà solo uno dei provvedimenti di protesta sia amministrativi che pratici che verranno messi in atto, sia dall’amministrazione comunale, sia dalle forze politiche che dai cittadini del territorio”. “Concludo – afferma infine il sindaco – con una constatazione amara: se veramente la Regione ritiene che la Casa della Salute di Acquapendente (che sta nascendo senza coinvolgere i 13 Comuni che dovrebbero afferirvi, senza informare i cittadini, fino ad oggi con i medici di Medicina Generale che non hanno aderito al progetto, con una rete di servizi sul territorio praticamente inesistente e con operatori sanitari della struttura che stanno chiedendo in massa il trasferimento) sia in grado di garantire il diritto alla salute dei nostri cittadini allora questo oltre che impossibile è veramente preoccupante”.

M5S di Acquapendente. “L’evoluzione di un Ospedale della Comunità Montana a Baita della Salute”

In qualità di Meet Up 5 stelle di Acquapendente abbiamo organizzato un ‘Agorà pubblica nel nostro paese, a cui hanno partecipato il consigliere regionale Davide Barillari ed il deputato Massimo Enrico Baroni del Movimento 5 Stelle. L’argomento principale dell’incontro è stato il nostro Ospedale ed il suo declassamento verso la “Casa della Salute”. I nostri portavoce si sono confrontati con il Sindaco Alberto Bambini, con la deputata Alessandra Terrosi con i membri della minoranza del Consiglio Comunale e con il Sindaco di Bolsena ed Assessore Provinciale all’ambiente Paolo Equitani. Il Sindaco Bambini, facendo una proposta “innovativa” ha ventilato la possibilità di una convenzione con l’Ospedale di Orvieto per usufruire di non specificati servizi sanitari, non più garantiti dal nostro presidio ospedaliero. La deputata Terrosi durante il suo intervento, ha manifestato parere favorevole per trasferimenti in emergenza verso il Pronto Soccorso di Orvieto attraverso un accordo con l’Umbria, destando nei cittadini aquesiani un forte dissenso sfociato in aspra contestazione. Il Sindaco ed Assessore provinciale Paolo Equitani, da politico esperto, nonché ex dirigente di livello apicale della Usl VT/1 è riuscito a strappare applausi ai cittadini intervenuti cimentandosi in un’appassionata e garibaldina difesa del nostro ospedale. Nel giorno dell’agorà, il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti in qualità di commissario ad acta, ha firmato il decreto su “Adozione della nuova Edizione dei programmi operativi 2013-2015 a salvaguardia degli obiettivi strategici di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Lazio” che recita così : riconversione dell’’ex Ospedale di Acquapendente (ora è Cecad Asl VT) in Casa della Salute con presenza di una elisuperficie, attualmente realizzata, ma in attesa della certificazione ENAC, e mezzo di soccorso medicalizzato in h 24. L’attività di ricovero per acuti in regime ordinario, attualmente erogata su 8 posti letto di Area medica, viene ricollocata all’interno del Presidio Ospedaliero Belcolle di Viterbo. In base alla complessità clinica, i trasferimenti in emergenza sono indirizzati verso il Pronto Soccorso di Orvieto, attraverso accordo interregionale o verso il Dea II del Policlinico Gemelli. Viene previsto un Punto di Primo Intervento affidato al sistema territoriale 118: sarà temporaneo e le sue funzioni saranno differenziate rispetto a quelle afferenti all’area delle cure primarie. Si prevede un modulo Casa della Salute secondo quanto previsto dal DCA 428/2013 e DCA 4072014. Quindi avremmo un PPI (e non un Pronto Soccorso) affidato al 118 e, per la felicità dell’Onorevole Terrosi, le emergenze saranno dirottate ad Orvieto o a Viterbo o a Roma. Intanto ci risultano già casi di ricovero nelle più disparate località del Lazio, a seconda delle disponibilità. Non avremo di fatto i posti letto riservati agli acuti. Differentemente dai presidi di Monterotondo, Subiaco e Bracciano, quello di Acquapendente con questo decreto non rientra nelle direttive contenute nel decreto Balduzzi N° 135/2012 in cui si ribadisce il concetto di tutela dei presidi in aree disagiate molto distanti dai DEA maggiori di riferimento. Con il declassamento del Pronto Soccorso a PPI, stazione Ares – 118, si continua a non considerare i gravi disagi di un territorio socio-econicamente svantaggiato, troppo distante dai DEA di riferimento (Ospedale di Viterbo e quello extra-regionale di Orvieto).

Si continua ad ignorare la difficoltà di spostamento sulla complessa rete stradale che comporta tempi di percorrenza elevati sopra i 40 minuti nella migliore delle ipotesi (la manutenzione delle strade non è competenza della Provincia Assessore Equitani ?) , le condizioni metereologiche talvolta avverse, l’utilizzo esclusivo dell’elisuperficie soltanto nelle fasce orarie diurne (fino alle 18.00) con conseguente minaccia all’incolumità di coloro che presentano serie problematiche di salute in fase acuta come patologie cardio-vascolari, neurologiche e da politrauma (infarto, ictus, traumi da incidenti ed infortuni sul lavoro). “Immagina un’offerta sanitaria efficiente e vicina alle persone” così recitava lo slogan di Zingaretti durante la campagna per le elezioni regionali. Bene. Il suo decreto realizza un’offerta sanitaria deficitaria e lontana dalla nostra popolazione a privilegio delle casse vuote della sanità laziale (La rimodulazione dei favolosi stipendi manageriali, non rientra nello spending rewiew?). Il nostro Ospedale ha costituito nel tempo l’ultima barriera, che filtrava la mobilità passiva diretta verso le altre aziende extra regionali: l’accordo interregionale con la Regione Umbria rappresenta un ulteriore spreco di soldi. Diversamente il potenziamento del nostro presidio ospedaliero rappresenterebbe un grande risorsa economica favorendo la mobilità passiva nella nostra Regione dalle limitrofe Toscana ed Umbria. Nascono a questo punto alcune domande spontanee: Alberto Bambini, primo cittadino, pensava veramente di salvare l’Ospedale con l’emanazione di Delibere, notoriamente paragonabili a carta igienica ? La deputata ed orsa soddisfatta Alessandra Terrosi pensava veramente di salvare l’Ospedale con interrogazioni parlamentari, notoriamente paragonabili alle Delibere del Sindaco ? Come può il Sindaco Alberto Bambini cascare dalle nuvole di fronte ad un Decreto dove si parla di una convenzione con l’Umbria, presentata da lui stesso nel corso dell’agorà (stessa data in cui è stato firmato il decreto) come proposta innovativa ? Forse Zingaretti, Bambini e Terrosi hanno avuto la stesa idea senza saperlo ? E come mai non ha manifestato il desiderio di un ricorso amministrativo già a Marzo 2014 quando l’Atto Aziendale della Ausl di Viterbo (poi bloccato) prevedeva soltanto 8 posti letto per acuti, ritenuti dal Sindaco secondo le ultime dichiarazioni insufficienti per la nostra popolazione ? E la deputata Terrosi, definitasi anch’essa portavoce (di Zingaretti e del suo Partito) non era forse già a conoscenza del contenuto del decreto ? A Maggio 2014 dichiarava “Mi auguro che potremmo trovare posizioni convergenti (con Zingaretti) affinché in tali presidi ospedalieri (Acquapendente, Subiaco, Amatrice), alcuni diventati Cecad a seguito del decreto 80 possono essere ripristinati i Pronti Soccorso in sostituzione degli attuali PPI a maggiore garanzia delle popolazioni e per una risposta più adeguata da parte delle strutture sanitarie”. Dopo 2 mesi augura una convenzione con la Regione Umbria per favorire i trasferimenti in emergenza verso il Pronto Soccorso di Orvieto. Il Sindaco di Bolsena ed assessore provinciale dell’Ambiente Paolo Equitani, dopo aver promesso un nuovo Ospedale a Campo Morino, durante una cena organizzata dal Pdl di Acquapendente per i simpatizzanti in occasione delle elezioni regionali del 2010, dove si è nascosto dopo il decreto 80 dell’allora Presidente della Regione Renata Polverini ? Siamo giunti a questa conclusione, tutte le iniziative di cui si pavoneggiano l’innovativo Sindaco di Acquapendente Bambini, la deputata soddisfatta Terrosi e l’impegnatissimo Equitani, sindaco di Bolsena nonché Assessore provinciale, sono soltanto fumo negli occhi dei cittadini aquesiani. Ma non è ancora finita: esiste un Assessore alla Sanità ad Acquapendente ? La Dottoressa Paola Serafinelli è forse troppo impegnata ad assumere la carica di coordinatrice della neo Casa della Salute, tanto da non aver energie sufficienti da spendere, da aquesiana, in difesa dell’Ospedale ? Alcuni giorni fa la Asl di Viterbo ha deliberato l’approvazione del regolamento del funzionamento della Casa della Salute presso il nostro ex Ospedale, che tra l’altro ha visto nominare a referente scientifico del progetto la componente della segreteria del Pd aquesiano Dottoressa Simona Giacomini. Tra gli obiettivi generali c’è quello di “assicurare livelli di risposta in urgenza nell’ambito della rete di urgenza ed emergenza (Pronto Soccorso in zona disagiata ed attivazione di percorsi in urgenza”). Questi obiettivi vengono raggiunti forse con un PPI gestito dal 118 ? Con la presenza dell’anestesista dalle ore 08.00 alle ore 20 ? Con il trasferimento ad Orvieto o Belcolle o meglio ai Gemelli dei pazienti con problematiche cliniche serie ?

Il documento ci appare nebuloso, pieno di contraddizioni ed i contenuti non rispondono completamente alle reali esigenze del nostro territorio. Per questo chiediamo con fermezza il ripristino di un Pronto Soccorso contestuale ad un Dipartimento di emergenza-urgenza, che garantisca l’assistenza necessaria in situazioni cliniche critiche, le funzioni di Osservazione Breve Degenza, di Rianimazione, interventi diagnostico-terapeutici di Medicina Generale e Cardiologia al fine di stabilizzare il paziente prima di un’eventuale trasferimento verso il presidio ospedaliero maggiore di riferimento. Chiediamo inoltre il mantenimento di un numero adeguato di posti letto nel reparto di Medicina Generale per il trattamento di patologie acute, croniche e degenerative e di tutelare le attuali attività di Diagnostica Laboratoristica e di Diagnostica per Immagini. O l’interesse di pochi è più importante del diritto alla salute di tutti ? Di una cosa siamo certi. L’agorà da noi organizzato ha risvegliato dal torpore molti politici, che in maniera maldestra cercando di richiudere le porte spalancate della stalla con i cavalli oramai all’orizzonte. Infine il vicepresidente della Commissione Salute della Regione Lazio Antonio Aurigemma (Forza Italia), probabilmente su sollecitazione del letargico Paolo Equitani ha dichiarato di voler effettuare entro Agosto un ispezione dell’Ospedale di Acquapendente. Troppo tardi. Gli consigliamo di risparmiare i soldi dei contribuenti rimanendo alla Pisana e di informarsi presso i nostri portavoce 5 Stelle Davide Barillari e Massimo Enrico Baroni, che hanno già effettuato, prima di tutti l’ispezione (a sorpresa e non annunciata) di quello che rimane del nostro Ospedale”.

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