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Telecom, piano per GVT. Ipotesi Vivendi primo socio al 20%

Vivendi primo azionista di Telecom con una quota del 20% del capitale. Sarebbe questo il piatto forte della proposta che il gruppo guidato dall’amministratore delegato, Marco Patuano, sta mettendo a punto per conquistare Gvt, l’operatore brasiliano di telefonia fissa e internet controllato dal conglomerata francese dei media. Il piano – secondo le ricostruzioni della stampa brasiliana – prevede che Vivendi conferisca Gvt a Telecom in cambio di una quota azionaria del 20%, probabilmente attraverso un aumento di capitale riservato. I francesi, che diventerebbero i nuovi azionisti di riferimento del gruppo italiano scalzando gli spagnoli di Telefonica, conserverebbero anche una partecipazione in Gvt (che verrebbe fusa con Tim Brasil) e siglerebbero una partnership strategica con Telecom per la distribuzione di contenuti, principale fonte di ricavi per il gruppo che controlla la pay-tv Canal+ e la Universal Music. Valore del pacchetto, scrive la Folha de S. Paulo, il più venduto quotidiano del Brasile, 7 miliardi di euro, 300 milioni in più dei 6,7 miliardi messi sul piatto da Telefonica per Gvt. Per Telecom conquistare il principale operatore alternativo di telefonia fissa e di banda larga brasiliano significa rafforzarsi in un mercato che assicura importanti tassi di crescita e tamponare l’erosione dei ricavi in Italia. La proposta – rispetto alla quale non è stato possibile ottenere commenti – dovrà essere approvata dal cda di Telecom (e da quello di Tim Brasil) prima del 28 agosto, giorno in cui si riunirà il consiglio di Vivendi per esaminare l’offerta di Telefonica su Gvt: 6,7 miliardi, di cui 4 in contanti e 2,7 in azioni di Telefonica Brasil, società in cui verrebbero integrate Gvt e Vivo, il primo operatore mobile brasiliano, e di cui Vivendi avrà il 12%. Le linee guida del piano, a cui lavorano Mediobanca, Citigroup e Bradesco, sono state illustrate la scorsa settimana da Patuano e Alberto Nagel, a.d di Piazzetta Cuccia, al Ceo di Vivendi, Arnaud de Puyfontaine, e al presidente Vincent Bollorè. Una proposta definita, rispetto alla quale continua il lavoro degli advisor, potrebbe essere licenziata dal Cda di Telecom attorno al 25 agosto. Gli italiani sperano di vincere la partita grazie alla valenza industriale della loro proposta. Un segnale positivo è arrivato dalla sottolineatura – «nessuna delle nostre attività è in vendita» – con cui Vivendi ha dato notizia dell’offerta di Telefonica. Ma gli spagnoli, la cui offerta scade il 3 settembre, potrebbero rilanciare: «non escludiamo che Telefonica migliorerà la sua offerta» rilevano gli analisti del Banco Sabadell, che vedono favorito il gruppo di Cesar Alierta – più grande e forte finanziariamente – in un braccio di ferro, qualora arricchisse di contenuti industriali la sua proposta. Telefonica, dal 2007 primo azionista di Telecom, ha avviato il disimpegno dal gruppo italiano dopo i problemi di antitrust in Brasile, dove il possesso di Vivo e la partecipazione indiretta (attraverso Telecom) in Tim Brasil sono stati considerati incompatibili. La proposta a Vivendi prevede infatti la possibilità di rilevare anche l’8,3% di Telecom ancora in portafoglio agli spagnoli.

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