| categoria: Cultura, società

Treccani vs Alfano, ancora polemica su “Vu cumprà”

Non si arresta la polemica sul ‘vu cumpra» usato dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per annunciare la campagna contro i venditori ambulanti sulle spiagge. Il titolare del Viminale cita la Treccani che legittimerebbe – a suo parere – l’uso del termine. Ma la storica enciclopedia replica seccata per essere stata tirata in ballo: «l’espressione è dispregiativa». La precisazione non piace all’Occidentale – giornale on-line del Nuovo centrodestra – che attacca definendo «comica la risposta della Treccani, speriamo sia un fake. Temiamo non lo sia». Due giorni fa il ministro aveva difeso la definizione usata: «non c’è – aveva assicurato – nessun connotato razzista: è stata una grande tempesta in un bicchiere di ipocrisia. Bisogna dire ‘venditori abusivi irregolari presso le spiaggè? Valga per gli ipocriti questa definizione». Ieri, poi, sollecitato nuovamente dai giornalisti nella tradizionale conferenza stampa di Ferragosto al Viminale, ha risposto che il termine «c’è anche sulla Treccani». E ha quindi mostrato quanto riportato in proposito dall’enciclopedia sul suo palmare, sottolineando ironico che «si tratta di una definizione giornalistica». A stretto giro, l’istituzione presieduta dall’ex ministro e giudice della Corte Costituzionale Franco Gallo, ha puntualizzato sul proprio profilo facebook: «si precisa che, nella propria base dati lessicale, Treccani registra l’espressione ‘vu cumpra» a scopo di documentazione, senza volerne in alcun modo legittimare l’uso. In altre sezioni del Portale, trattando in forma più distesa di questa specifica espressione, se ne sottolinea espressamente il registro d’uso spregiativo«. In sostanza, dunque, l’espressione esiste, ma è dispregiativa. Polemica chiusa? No, ci pensa L’Occidentale a riattizzarla, attaccando: »Il grande (sic…) istituto – scrive l’organo dell’Ncd – si scomoda il giorno di ferragosto per ‘precisare’ che l’inclusione dell’espressione ‘vu cumpra« nel dizionario è ‘a scopo di documentazione senza alcun modo volerne legittimare l’usò. Chissà quale mente illuminata, chissà chi è il genio che ha avuto o suggerito la trovata. Ci sarebbe da ridere – aggiunge – se non ci fosse da piangere, se non ci fosse da constatare il drammatico decadimento di un istituto grande (ormai si può parlare di grandezza emerita…) per la scienza e per la terzietà politica del suo uso».

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