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Bologna Calcio in mani austriache

Si comincia a delineare la composizione della cordata interessata a rilevare il Bologna. Il tentativo di scalata alla maggioranza del club rossoblù nasce per volontà della G Diamonds, un’azienda austriaca attiva nel settore dei preziosi e in quello immobiliare. I capofila sono spalleggiati da alcuni imprenditori romani, intenzionati a restare nell’ombra fino all’eventuale conclusione positiva dell’operazione. È questo quanto emerge da una conferenza stampa tenuta al Circolo Tennis Aeroporto da Stefano Bruni, ex sindaco di Como nonché commercialista e consulente del gruppo austro-capitolino.

“La trattativa è iniziata a fine giugno con un incontro con alcuni soci minori e l’avvocato Grassani (incaricato dal BFC di ricevere manifestazioni d’interessse, ndr). E in una banca bolognese sono stati depositati 15 milioni di dollari, pari a 12 milioni di euro” rivela Bruni. La somma sarebbe ampiamente sufficiente ad acquisire il controllo del Bologna sottoscrivendo l’aumento di capitale sociale aperto a terzi e in scadenza il 15 ottobre, ma gli aspiranti acquirenti hanno le mani legate. “Il presidente Guaraldi non ha completato per 485 mila euro il precedente aumento di capitale, per cui secondo il codice civile non possiamo accedere a quello successivo” aggiunge Bruni, ribadendo che se ne parlerà il 25 agosto, al ritorno dell’azionista di maggioranza dalle vacanze in Sardegna.

La cordata non vuole aspettare un eventuale fallimento e ha già pronto un piano quinquennale per riportare il Bologna dove merita, ma pone due precondizioni per proseguire una trattativa non ancora decollata: Guaraldi non deve pretendere la liquidazione delle sue quote e i conti devono essere sostenibili. All’incontro erano presenti anche alcuni possibili dirigenti della nuova compagine societaria tra cui il fiduciario Piero Montaquila, già protagonista di una recente conferenza stampa che ha portato l’avvocato Grassani a minacciare azioni legali. Al suo fianco, oltre a Bruni, c’erano anche il maestro di tennis Fabio Bonetti, la talent-scout di calciatori Cristina Russo e Paolo Di Stanislao, ex presidente del Lanciano condannato a 7 anni di carcere in primo grado per il crac del club abruzzese. I portavoce della cordata puntano a completare la due diligence in 48 ore per chiudere subito dopo e avere qualche giorno per agire sul mercato. Le speranze dei potenziali acquirenti sembrano fin troppo ottimistiche, considerando sia la ristrettezza dei tempi che la ritrosia finora dimostrata da Guaraldi a vendere il suo 52% del BFC senza rientrare di quanto investito.

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