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Ecco la Roma, all’Olimpico festa con il Fenerbahce

Una presentazione ‘easy’ che punta alla sostanza e che serve a dire al proprio pubblico, riunito all’Olimpico, che «hungry for glory» non è soltanto lo slogan della nuova campagna abbonamenti ma una promessa in vista della prossima stagione che prenderà il via tra 11 giorni contro la Fiorentina. La Roma di Garcia si è presentata così agli oltre 35mila tifosi che non hanno voluto far mancare il proprio sostegno sin dalla prima amichevole casalinga con i turchi del Fenerbahce, pareggiata 3-3. A sbloccare il risultato è un rigore, rimediato da Gervinho e realizzato da Totti al 26′, dopo che i giallorossi avevano perso di nuovo Castan per infortunio muscolare. Ma gli ospiti pareggiano dopo sei minuti grazie a una punizione di Alves. Poi nella ripresa passano in vantaggio con Kuyt che realizza dagli 11 metri (al 52′), e allungano con Sow (58′), lesto a spingere in rete una respinta dell’appena entrato Skorupski. Poi la doppietta di Destro (82′ e 87′) che fissa il punteggio. Ma al di là del risultato, l’Open Day 2014 è stato soprattutto l’occasione per riabbracciare i propri beniamini, vice-campioni d’Italia dietro alla Juve di quel Conte che ora è passato sulla panchina della Nazionale, facendo crescere le ambizioni di una piazza affamata di successi. «Un secondo posto non placa la fame di vittoria – ha sottolineato con uno striscione la curva Sud -. Tutti insieme prendiamoci la gloria». «È la sintesi di tutto quello che è nelle nostre teste – commenta poi De Sanctis a Roma Channel -. Noi dobbiamo semplicemente esaudire i desideri dei nostri tifosi. Ce ne assumiamo le responsabilità con sacrificio e lavoro. Cercheremo di fare in modo che tutto quello che vogliono si avveri». Un messaggio per i ‘vecchì, ma anche per i nuovi arrivati: Astori, che «ha scelto la Roma» piuttosto che i ‘cuginì della Lazio o Iturbe, annunciato dallo speaker come il colpo del mercato che «volevano tutti». Nel giro di campo che ha preceduto il match con i turchi, sono stati loro i più applauditi. In un abbraccio ideale in cui fanno storia a parte gli idoli De Rossi e il capitano Totti, sono infatti i nuovi arrivati, compreso il giovane Salih Ucan, a prendersi la scena. Ma tanti applausi sono andati anche a Maicon, Nainggolan, Pjanic, Strootman (fuori da tempo per infortunio) e Benatia, nonostante le incessanti voci di mercato sul suo conto (il Bayern Monaco pressa). Un’ovazione ha accolto anche il tecnico Garcia. Il francese è entrato direttamente sul rettangolo di gioco: a correre dovranno pensarci i suoi giocatori. I tifosi hanno fame e servirà l’apporto di tutti. Prima della partita non è purtroppo mancato qualche coro contro i partenopei come «lavali col fuoco, o Vesuvio lavali col fuoco» e «odio Napoli». Ma la discriminazione territoriale, grazie alle modifiche del consiglio federale di ieri non è più equiparata a quella razziale e, con «provvedimenti meno drastici» e una maggiore «gradualità» delle sanzioni, fa meno paura

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