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Renzi lancia Rossi alla ricandidatura in Toscana

Non c’è mai stato, tra i due, un grande feeling. L’uno ‘rottamatorè, all’assalto della vecchia dirigenza, ostentatamente incurante della tradizione comunista di cui nel ‘nuovò Pd c’era ancora forte traccia. L’altro prima a favore di Bersani, quindi rottamabile per antonomasia (per i renziani), fortemente legato ai valori del vecchio Pci, uomo di sinistra, un’etichetta da lui stesso rivendicata con orgoglio, negli ultimi tempi vicino a Gianni Cuperlo. Matteo Renzi contro Enrico Rossi è la scena che s’è vista per mesi. Costretti a convivere, quando l’uno era ancora sindaco di Firenze, l’altro presidente della Regione Toscana. Ma spesso in contrasto: sull’idea di rottamazione, in primo luogo, poi sull’apertura dei negozi la domenica (il primo a favore, Rossi contro) e così via. Acqua passata, soprattutto dopo quel 41% preso dal Pd alle Europee. Da Renzi è venuto oggi il via libera alla ricandidatura di Rossi. E sembra dunque definitivamente sfumata un’ipotesi circolata a gran voce: il ministro Maria Elena Boschi inviata a competere alle primarie proprio con il governatore uscente. «Decideranno gli organismi toscani – ha detto il presidente del Consiglio -. Io credo che sia naturale che il candidato presidente torni ad essere Enrico Rossi». «Sapete che con Rossi a volte ci siamo becchettati – ha aggiunto Renzi – e che su molte cose non la pensiamo nello stesso modo, ma un grande partito al 41% può avere al suo interno posti di responsabilità anche per persone che non la pensano allo stesso modo. Credo che non ci sarà discussione e che alla fine Rossi sarà presidente e che lo farà bene». Musica per le orecchie del presidente della Toscana. «Mi fa piacere il pronunciamento del presidente Renzi e accetto volentieri la candidatura per un secondo mandato alla guida della Regione. Ovviamente spetterà agli organismi dirigenti del partito decidere, ma la dichiarazione del segretario è un assist formidabile che mi dà forza sia per concludere bene la legislatura, sia per affrontare la prossima campagna elettorale». «Voglio inoltre sottolineare il riferimento ad un partito plurale di cui ha parlato lo stesso Renzi, dove possono convivere e confrontarsi opinioni e pensieri diversi. Tutto questo – ha aggiunto Rossi – rafforza il mio sentimento di lealtà e di impegno verso il partito in cui milito».

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