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Venezia, 17 film in concorso contro la terna italiana

Ritardati mentali, droni, amori impossibili da vivere e ovviamente la crisi economica. Non mancano certo temi in questa 71/a edizione del Festival di Venezia che si apre mercoledì. Ecco in estrema sintesi i 17 film che sfideranno i tre italiani in corsa per il Leone d’oro (‘Il giovane favolosò di Mario Martone, ‘Hungry Hearts’ di Saverio Costanzo e ‘Anime nerè di Francesco Munzi). BIRDMAN di Alejandro Gonzalez Inarritu con Michael Keaton, Zach Galifianakis, Edward Norton, Andrea Riseborough, Amy Ryan, Emma Stone e Naomi Watts. Black comedy ambientata a New York che racconta la storia di un attore in declino (Michael Keaton) – famoso per aver in passato interpretato un mitico supereroe – alle prese con le difficoltà e gli imprevisti della messa in scena di uno spettacolo a Broadway che dovrebbe rilanciarne il successo. È il film di apertura. THE CUT del regista turco Fatih Akin, film che chiude una trilogia su amore, morte e demonio insieme a La sposa turca e Ai confini del paradiso. Si esplora la malvagità dell’essere umano come il suo intimo legame con la bontà. A PIGEON SAT ON A BRANCH REFLECTING ON EXISTENCE dello svedese Roy Andersson. In un non-precisato paesaggio occidentale un venditore e un ritardato mentale intraprendono un viaggio. Il film è stato descritto dallo stesso autore stesso come un mix di tre romanzi classici: Don Chisciotte di Cervantes, Uomini e topi di John Steinbeck e Delitto e castigo di Dostoevskij. TALES dell’iraniana Rakhshan Bani-Etemad. Iran, oggi. Un viaggio nella vita di sette persone che si trovano a scontrarsi con problemi di natura economica, e che fanno fronte a questi, confrontandoli o schivandoli. PASOLINI di Abel Ferrara, una ricostruzione originale dell’ultimo giorno di vita di Pier Paolo Pasolini, ucciso a Roma il 2 novembre del 1975. Una ricostruzione che guarda più al poeta che al fatto di cronaca che ha chiuso la sua vita. THE POSTMAN’S WHITE NIGHTS di Andrei Konchalovsky. Un villaggio russo dimenticato dal resto del mondo. L’unico modo per raggiungere terre abitate è attraversare il lago e l’unico aggancio che gli abitanti hanno con il mondo esterno avviene grazie a un postino che fa la spola. SHIVAS del turco Kaan Mujdeci. In un villaggio turco dove la pratica più diffusa è organizzare combattimenti tra cani, un ragazzino non può fare a meno di affezionarsi e prendersi cura del suo, trasformandolo da perdente a campione. THE LOOK OF SILENCE documentario del regista danese Joshua Oppenhaimer. Seguito di The Act of Killing, analizza ancora il tema del genocidio in Indonesia, ma dalla parte delle vittime. In particolare segue la storia di un uomo sopravvissuto, il cui fratello è stato massacrato fino alla morte. FIRES ON THE PLAIN di Shinya Tsukamoto. Storia tratta dal romanzo La strana guerra del soldato Tamura di Shkei Oka. Nel 1945 in un’isola delle Filippine, le forze armate imperiali giapponesi in terribile difficoltà, praticano il cannibalismo. RED AMNESIA di Wang Xiaoshuai. La vita tranquilla di Deng è scandita dalla routine, ma viene sconvolta quando uno stalker inizia a perseguitarla. Qual è il motivo di questa intrusione? LA RANCON DE LA GLORIE di Xavier Beauvois, Grand Prix a Cannes con Uomini di Dio. Il film racconta un fatto vero. Anni ’70, sul lago di Ginevra. Eddy (Benot Poelvoorde) uscito di prigione incontra il suo amico Osman (Roschdy Zem). Entrambi vivono la massima indigenza. Muore Charlie Chaplin e a Eddy viene un’idea: perchè non rubare il corpo dell’attore per chiedere un riscatto. LE DERNIER COUP DE MARTEAU di Alix Delaporte. Un ragazzo di 14 anni abita con la mamma in una comunità vicina a quella dei gitani. Il ragazzo è una promessa del calcio. Un giorno la madre gli rivela che il padre, celebre direttore d’orchestra che non ha mai conosciuto, è in città. 3 COEURS di Benoit Jacquot, cast all star con Benot Poelvoorde, Charlotte Gainsbourg, Chiara Mastroianni e Catherine Deneuve. Una notte c’è l’incontro tra Marc e Sylvie. Parlano di tutto, scoprendo una forte intesa reciproca. Prima che Marc prenda il primo treno verso Parigi, i due si danno appuntamento nella capitale. Ma solo Sylvie si presenta. LOIN DES HOMMES di David Oelhoffen con Viggo Mortensen e Reda Kateb. Tratto dal racconto di Albert Camus L’ospite. In inverno scoppia la guerra civile in un villaggio algerino. Due uomini sono costretti a fuggire. Daru, insegnante, scorta Mohamed, dissidente accusato di omicidio. Durante questa fuga tra i due la decisione di combattere per la loro libertà. 99 HOMES del regista americano di origini iraniane Ramin Bahrani ci porta a Orlando (Florida) per raccontarci la crisi immobiliare. Dennis è un padre di famiglia sfrattato dalla sua casa da un agente immobiliare che lavora per le banche: Mike, uomo affamato di potere. Dennis, alla fine, finisce lavorare per Mike toccando con mano la corruzione dell’industria immobiliare. MANGLEHORN di David Gordon Green troviamo protagonista Al Pacino nei panni di Angelo Manglehorn un fabbro che fa una vita ordinaria in una piccola città della provincia americana. L’uomo è un ex pregiudicato che quarant’anni prima ha rinunciato alla donna dei suoi sogni per un grosso lavoro. Ora passa le sue giornate scrivendole lettere d’amore. GOOD KILL di Andrew Niccol con Ethan Hawke, Bruce Greenwood, January Jones, Zo Kravitz, Jake Abel. Un uomo di famiglia (Ethan Hawke) di mestiere fa il pilota di droni. Opera da Las Vegas e, quando comincia a riflettere sul senso delle proprie azioni e della guerra contro i talebani che combatte a distanza dodici ore al giorno, entra in crisi e mette in discussione la propria esistenza.

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