| categoria: editoriale, Il Commento

La scuola è a pezzi, ma non si salva con annunci-spot

Sacrosanta la mannaia sui distacchi sindacali, uno scandalo che deve finire. Ma l’abolizione dei supplenti? Basta l’accenno del ministro Giannini, quella del topless per intenderci, per scatenare il dibattito e mettere in fibrillazione il mondo della scuola. Che tra qualche settimana non potrà sopravvivere in mancanza delle decine di migliaia di supplenti. Precari, tanto per essere chiari. Sui quali si regge l’intero sistema scolastico. Cosa voleva dire il ministro? Non si riforma la scuola a colpi di slogan e di esternazioni, il meccanismo è complesso, staranno tutti con il fiato sospeso in attesa che al pronunciamento segua qualcosa di più consistente, di più chiaro. Renzi corre, i suoi ministri lo seguono. Ma il paese non ha bisogno di vivere in stato di continuo shock, di fibrillazione. La scuola è a pezzi, fa veramente pena. E’ imbarazzante. Mettere ordine è difficilissimo ma assolutamente necessario. Il ministro Giannini ricominci da capo. E tutti ci dimenticheremo delle parole dette a Rimini

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