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Rappresaglia per il drone (abbattuto) di Israele, l’Iran armerà i palestinesi

L’Iran ha annunciato l’intenzione di «accelerare» la consegna di armi ai palestinesi come rappresaglia all’invio di un drone-spia israeliano sopra il suo territorio, poi abbattuto da Teheran. Lo riferisce il generale Amir Ali Hajizadeh, comandante delle forze aerospaziali dei Guardiani della rivoluzione sul loro sito ufficiale.
«Accelereremo l’armamento della Cisgiordania e ci riserviamo il diritto di rispondere» all’invio del drone di «tipo Hermes» abbattuto mentre si avvicinava al sito di arricchimento dell’uranio di Natanz (nell’Iran centrale), ha detto il generale. «Se tali azioni si ripeteranno, daremo una risposta dirompente», ha aggiunto, spiegando che «pezzi del drone sono stati recuperati e sono oggetto di analisi». Hajizadeh ha poi spiegato che il drone aveva un’autonomia di volo di 800 km ed era «decollato da un Paese terzo», senza precisarne il nome. «È stato individuato dal sistema di sorveglianza dell’esercito e poi abbattuto da un missile terra-aria dei Guardiani della rivoluzione. Questo tipo di drone possiede due telecamere e può riprendere immagini di alta qualità. In totale le ali sono lunghe cinque metri e mezzo», ha concluso. Il sito di Natanz è il principale impianto di arricchimento di uranio dell’Iran, dove sono installate più di 16 mila centrifughe. Altre 3000 circa si trovano nel sito sotterraneo di Fordo.

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