| categoria: salute, società

IL PUNTO/Sigarette elettroniche, negli USA chiesto il divieto per gli under 20

Dalla sigaretta elettronica a quella vera, il passo è molto breve: la e-cig spingerebbe molti giovani che non hanno mai fumato a provare il tabacco vero. È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati dai Centers for diseases control (Cdc) di Atlanta, sulla rivista Nicotine and Tobacco Research, secondo cui l’uso della e-cig è triplicato tra i ragazzi non fumatori nel giro di 2 anni, e incoraggiato molti di loro a passare al tabacco vero e proprio. Da qui la richiesta dei cardiologi Usa di vietare l’uso della sigaretta elettronica ai minori di 20 anni. Secondo le cifre riportate, 263mila studenti universitari e di liceo americani che non avevano mai fumato prima hanno usato la sigaretta elettronica nel 2013, contro i 79mila del 2011, cioè più del triplo in due anni. E questi ragazzi sarebbero più inclini a farsi tentare e passare al tabacco, visto che il 43,9% aveva intenzione, come riporta lo studio, di fumare le sigarette tradizionali, contro il 21,5% dei giovani non fumatori che non aveva mai provato le e-cig. Dati che hanno fatto scendere in campo l’American Heart Association (AHA), l’associazione dei cardiologi americani, preoccupati dall’impatto della sigaretta elettronica sulla salute dei giovani. «Nel corso degli ultimi 50 anni le sigarette hanno fatto 20 milioni di morti – commenta Nancy Brown, presidente Aha – e noi siamo fortemente determinati a impedire all’industria del tabacco di creare una nuova generazione di fumatori. Per questo chiediamo che venga vietata la vendita delle e-cig ai minori di 20 anni, limitata la pubblicità, e alla Food and drug administration (l’ente Usa che regola farmaci e cibi ndr) di completare la regolamentazione federale entro la fine dell’anno». L’Fda aveva infatti proposto lo scorso aprile di regolamentare l’e-cig vietandole agli under 20 e imponendo ai fabbricanti di avere un’autorizzazione per la messa in commercio. È essenziale, secondo Aruni Bhatnagar, professore di medicina dell’università di Louisville, «esaminare rigorosamente l’impatto a lungo termine di questo nuovo apparecchio sulla salute pubblica, le malattie cardiovascolari, gli ictus e gli adolescenti». «L’Italia, anche grazie alla lungimiranza del provvedimento del 2013 del ministro Lorenzin che ha disposto il divieto si trova in una posizione di avanguardia rispetto a molti altri paesi, segno di una estrema e doverosa attenzione – dichiara il Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria che rappresenta i produttori – nei confronti delle fasce più giovani della popolazione». Per Mancini «dal punto di vista delle regole, l’Italia è un esempio a livello mondiale, avendo anche approvato norme che definiscono in maniera chiara, decisa e a nostro avviso giusta la pubblicità delle e-cig, con limitazioni a fasce orarie e a specifici mezzi di comunicazione, proprio a difesa dei minori». «D’altra parte – prosegue – per quanto riguarda i divieti nei luoghi pubblici auspicati dall’OMS, l’attuale normativa, che prevede già divieti di utilizzo ad esempio nelle scuole e negli ospedali, sta funzionando nel nostro Paese senza criticità ed è anzi la più avanzata in Europa» conclude.

Ti potrebbero interessare anche:

La dieta mediterranea riduce i danni da smog?
“Un mare di bambini”: dall’11 al 14 giugno a Palermo il Congresso Italiano di Pediatria
Salute, in bici a Genova per prevenire le malattie del respiro
Orticaria problema per 300.000 italiani, picco tra giovani
Nutrizionista,frutta grande assente al ristorante
La salute su internet, il decalogo per salvarsi dalle 'bufale'



wordpress stat