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Landini (Fiom) a Palazzo Chigi. Cgil, Cisl e Uil aspettano ancora

È di nuovo un faccia a faccia tra il premier Matteo Renzi e il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. Solo loro due e nessun’altro, in un colloquio di circa un’ora a Palazzo Chigi. Il leader delle tute blu della Cgil alla fine dell’incontro spiega: «Abbiamo parlato soprattutto di crisi industriali – da Piombino a Termine Imerese – perchè da settembre è difficile…». Molto altro non emerge dall’appuntamento pomeridiano, se non che, sottolinea Renzi con il suo entourage, «su molti di questi fronti di crisi, nella differenza dei ruoli e delle posizioni, parliamo la stessa lingua». D’altra parte Landini e Renzi si sono incontrati già più volte. Ma fa notizia il fatto che anche stavolta l’invitato sia solo il segretario della Fiom, mentre i numeri uno dei sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil aspettano ancora un confronto ufficiale con il presidente del Consiglio. È proprio di stamattina il tweet di Raffaele Bonanni, a capo della Cisl, che chiama al dialogo: «la Cisl è pronta ad un confronto costruttivo su scuola, lavoro e riforma della spesa pubblica», scrive rivolto direttamente al premier. E il dibattito sul social network prosegue in serata: l’incontro tra Renzi e Landini scatena una serie di battute al vetriolo tra il portavoce di Bonanni e quello del segretario generale della Cgil. Battute che, pure se solo e totalmente a titolo personale, testimoniano il clima teso che è scaturito dall’incontro fra le file dei sindacati. D’altra parte una delle ultime uscite del presidente del Consiglio sui sindacati, in risposta alle loro minacce di un autunno caldo, è stata «facciano loro…», seguita da un «tanto si arrabbiano sempre». La Cgil, che non ha avuto sempre rapporti facili con la Fiom (la sua categoria dei metalmeccanici), dopo l’incontro non si espone, mostrandosi interessata più che ai colloqui ai fatti: «c’è da augurarsi che siano state trovate delle soluzioni alle molte vertenze aperte», tra cui anche l’Alcoa, le Acciaierie di Terni, l’Ilva e Finmeccanica. Tutti casi su cui, sottolinea il sindacato di Corso d’Italia, «è bene che il Governo si assuma degli impegni». Ma probabilmente si è parlato anche di lavoro più in generale, di ammortizzatori sociali e magari anche di Jobs Act. A riguardo infatti il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, a ‘In Ondà su La7, evidenzia come Landini sia «un sindacalista di primo piano» e come questo sia «un momento in cui siamo chiamati a rivedere la struttura del mercato del lavoro»

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