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IL PUNTO/ Giustizia, nuova prescrizione e processi Berlusconi

Le nuove norme sullo stop temporaneo alla prescrizione messe in cantiere in un disegno di legge dal governo Renzi potrebbero incidere anche su uno dei procedimenti a carico di Silvio Berlusconi, evitando che scatti la ‘tagliolà. E, in particolare, sul processo con al centro la cosiddetta compravendita dei senatori nel quale il leader di Forza Italia rischia, in teoria, una condanna pesante data l’accusa di corruzione. Nessun effetto, invece, avranno sul caso Ruby, mentre per quanto riguarda le altre vicende che vedono coinvolto l’ex premier, i casi ‘Ruby ter’ ed ‘escort Barì, la nuova normativa non stravolgerà i tempi. Sul processo per la presunta compravendita dei senatori, e in particolare dell’ex parlamentare Sergio De Gregorio, iniziato davanti al Tribunale di Napoli lo scorso 11 aprile e che ripartirà il 17 settembre, incombe, infatti, il rischio prescrizione perchè la ‘tagliolà dovrebbe scattare tra poco più di un anno, nell’autunno del 2015. Col ‘vecchio regimè, dunque, sarebbe praticamente impossibile arrivare ad una sentenza definitiva in Cassazione entro quella data. Se il nuovo sistema della prescrizione diventerà legge, invece, come ha spiegato il ministro della Giustizia Orlando, verranno congelati per due anni i termini di prescrizione dopo una sentenza di condanna di primo grado ed entro quei due anni dovrà essere celebrato l’appello. Il ministro poi ha chiarito anche che il nuovo sistema «entra in vigore dopo la sentenza di condanna di primo grado, a seguito del vigore della legge» e che «tutte le sentenze di primo grado saranno definite dal nuovo regime». Dunque, se entro l’autunno del 2015 arrivasse una condanna per Berlusconi a Napoli e la legge fosse già in vigore, la prescrizione verrebbe bloccata per due anni per celebrare anche l’appello. Per il caso Ruby, invece, è già arrivato lo scorso 18 luglio il verdetto di secondo grado con l’assoluzione per Berlusconi che ha spazzato via la condanna a 7 anni di carcere del primo grado. La Procura Generale probabilmente ricorrerà in Cassazione, ma in ogni caso il nuovo regime sulla prescrizione non si applicherebbe. E c’è da dire anche che in questo caso la ‘tagliolà è lontana e non scatterà prima del 2020. Infine, le nuove norme potrebbero applicarsi anche per altri due procedimenti in corso a carico dell’ex premier che non sono ancora arrivati ad una sentenza di primo grado: l’inchiesta milanese nella quale Berlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari perchè avrebbe pagato alcuni testimoni del caso Ruby; la vicenda ‘escort’ ancora in fase di udienza preliminare a Bari nel quale l’ex presidente del Consiglio è imputato per induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorità giudiziaria perchè avrebbe versato soldi all’imprenditore Gianpaolo Tarantini affinchè lui mentisse sulle ragazze portate nelle sue residenze. Su entrambi questi procedimenti, però, gli effetti pratici delle nuove norme sarebbero limitati, perchè i tempi di prescrizione sono lunghi e si collocano tra il 2017 e il 2020

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