| categoria: sanità Lazio

Sla, Zingaretti non fa la doccia gelata. Regione Lazio in campo con 5,4 milioni

Migliorare le condizioni di vita delle persone affette da Sla e delle loro famiglie garantendo servizi e rendendoli sempre più efficaci. La Regione Lazio fa la propria parte con un piano da 5,5 milioni di euro che prevede la semplificazione amministrativa per chi accede ai servizi sociosanitari, la formazione di cento nuovi operatori per l’assistenza domiciliare e garantendo l’assistenza giorno e notte sulla base del fabbisogno del paziente. Un impegno ribadito anche oggi durante l’incontro tra la Cabina di Regia della sanità della Regione Lazio e «Viva la Vita Onlus», l’associazione che si occupa dei familiari e dei malati di Sla. «Per programmare interventi e uniformare le prestazioni di assistenza – spiega Zingaretti – siamo pronti a mettere in campo nei prossimi mesi circa 5,5 milioni di euro. Se l’obiettivo della campagna #IceBucketChallenge è quello di cambiare le cose, anche su questo nel Lazio lo stiamo facendo. Ringrazio tutti quelli che mi hanno nominato, ma questo credo sia il modo migliore per rispondere a quell’appello in modo concreto». Questa operazione necessita soprattutto di un grande sforzo organizzativo. L’obiettivo è estendere a tutto il territorio il modello di assistenza continua sulla base del fabbisogno che tra pochi giorni concluderà la prima fase di sperimentazione nelle due Asl capofila, RmA e RmC. Un modello che pone il Lazio al primo posto tra le Regioni italiane. »Stiamo lavorando intensamente – spiega il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – per migliorare il servizio e offrire ai circa 350 malati di Sla della nostra regione e alle loro famiglie l’assistenza e le cure necessarie. Per questo, entro la fine di settembre, avvieremo la formazione di 100 nuovi operatori e assistenti familiari da impegnare nell’assistenza domiciliare. Inoltre, lo scorso luglio abbiamo approvato una convenzione tra la Regione Lazio e l’Istituto Superiore di sanità per l’elaborazione del registro regionale di patologia della Sla. Nel percorso del riordino della rete ospedaliera, previsto dai programmi operativi, saranno individuati i centri di riferimento regionali e le strutture di gestione della fase critica. Soprattutto, per migliorare la vita delle tante persone affette da questa grave patologia, è necessario lottare per eliminare i meccanismi burocratici che hanno impedito negli scorsi anni di produrre un percorso unitario in questa regione«

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