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BCE/ Sintonia Draghi-Hollande, Berlino stoppa le polemiche

A Parigi un incontro fra Mario Draghi e Francois Hollande trova il suo epilogo in una formulazione che sembra mettere tutti d’accordo: la crescita va stimolata nel rispetto dei patti Ue. E poche ore prima, da Berlino, il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, aveva cercato di stoppare le polemiche esplose con la telefonata fra la cancelliera e il presidente dell’Eurotower, riferita dallo Spiegel: «Confermo che sia avvenuta una telefonata, come spesso accade che vi siano colloqui fra loro due – ha detto ai giornalisti -. L’iniziativa per questo colloquio è stata presa da Draghi». Uno scambio informativo, i cui resoconti dati dalla stampa sarebbero infondati. «Ho già contraddetto molto chiaramente commenti e alcuni articoli nei quali si sosteneva che la cancelliera avesse costretto Draghi a dare spiegazioni. Questo non ha nulla a che vedere con i fatti e con la verità», ha concluso Seibert. Il settimanale aveva parlato infatti di un presunto richiamo della cancelliera sul tema – tanto dibattuto – della flessibilità, riferendo che Merkel avesse chiesto conto delle frasi pronunciate al vertice dei banchieri, che il ministro Wolfgang Schaeuble aveva ritenuto «equivocate». Il giorno dopo le vibranti polemiche esplose soprattutto sulla stampa italiana, a Berlino si sottolinea invece che proprio nella capitale tedesca è tenuto in particolare considerazione il principio dell’indipendenza della Bce, che è stato delineato in Europa sul modello della Bundesbank tedesca. La cancelliera non ha alcuna intenzione di influenzare Draghi, col quale il rapporto è stato sempre ottimo. Mentre il tema della flessibilità continua ad agitare il dibattito, oggi sono stati i dati sulla manifattura a confermare, ancora una volta, la morsa della crisi: l’indice Pmi calcolato dal Markit Economics ad agosto è sceso da 50,8 a 50,7 nell’eurozona, e ha segnato la contrazione dell’attività del settore in Italia, calando da 51,9 a 49,8. Anche la frenata della locomotiva tedesca è confermata nel calo del Pil dello 0,2% per il secondo trimestre. Ed è stato Schaueble a sentenziare in serata, che «l’Europa non ha superato ancora il momento peggiore», a causa della situazione geopolitica. Per quanto riguarda la flessibilità, la riflessione è in corso: a Bruxelles come nelle capitali. E per capire che forma prenderà, bisognerà aspettare l’Ecofin informale di Milano del 12-13 settembre. La Commissione per ora non si sbilancia, le sue considerazioni restano molto generali e partono dal presupposto che i Paesi devono impegnarsi di più nelle riforme; inoltre la nuova interpretazione delle regole di bilancio (che non si toccano) dovrà applicarsi a tutti e non ci sarà un approccio ‘caso per casò

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