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Tra imprudenza e civiltà, estate di follie in montagna

Un raduno di appassionati di ufo sul ghiacciaio (annunciato e annullato all’ultimo), ragazzini legati e trascinati verso la vetta, furti di scarponi e ramponi nei rifugi, vandalismi e spazzatura nei bivacchi, corde sottratte alle guide alpine, selfie con bambini sui crepacci e tanti alpinisti riportati a valle nei sacchi neri della ‘morguè: nella ‘bizzarrà estate 2014 si è vissuto questo e altro sulle pendici del Monte Bianco, un tempo riservato solo a scalatori ‘espertì e oggi meta di alpinisti improvvisati provenienti da mezzo mondo. Da giugno a settembre è lungo l’elenco degli incidenti, alcuni figli della fatalità e molti causati da imprudenza e impreparazione. Ma a far riflettere è soprattutto l’atteggiamento arrogante di chi si inerpica su quei pendii. Non ci sono bandiere per l’inciviltà in alta quota: spagnoli, americani, russi, belgi, inglesi, cechi, sono stati protagonisti in negativo quest’estate. A denunciare la situazione, ormai da settimane, è il sindaco di Saint-Gervais (Francia), Jean-Marc Peillex, che parla apertamente del Mont Blanc come di un nuovo parco giochi Disney e invoca maggior rispetto verso la montagna. La novità del giorno è rappresentata da una decina di scalatori dell’est europeo, filmati ieri da una guida alpina valdostana sul Dome du Gouter (4.000 metri, sulla via normale dal versante francese) mentre procedevano slegati sul ghiacciaio, come fosse una passeggiata nei prati. «È la banalizzazione della montagna – spiega Ezio Marlier, che si trovava lassù con altre guide – e il mancato rispetto delle più elementari regole da seguire in alta quota. Questi sono dei folli che non si rendono conto dei rischi che corrono e che fanno correre agli altri. E se li fermi ti mandano a stendere». Sul problema sicurezza sono intervenuti anche i genitori di Jassim Mazouni, il sedicenne parigino scomparso sul Monte Bianco con la guida alpina Ferdinando Rollando il 9 luglio scorso, dopo aver lasciato il rifugio Gonella con una forte nevicata in arrivo. Quel giorno «le condizioni meteo erano pessime, ma nessun divieto, nemmeno una segnaletica di dissuasione, impedisce l’ascensione nel caso di un tale pericolo, la nostra rabbia è immensa» hanno scritto in una lettera al sindaco Peillex. L’obiettivo ora è di lottare per «un utilizzo responsabile del Monte Bianco», affinchè «questa terribile tragedia che ha preso nostro figlio nel fiore della sua età serva almeno a svegliare le coscienze». Dopo la tragedia di domenica scorsa sul Monte Disgrazia, oggi il bollettino riferisce di un sessantunenne altoatesino morto sul Monte Rosa (caduto forse per un malore mentre scendeva dalla punta Dufour), dell’ennesimo base jumper schiantatosi sulle Alpi svizzere (la vittima è un ventiseienne australiano) e di due polacchi – padre e figlio – denunciati per aver frantumato i vetri di un bivacco dove sono entrati a ripararsi invece che raggiungere il vicino rifugio sul Monte Bianco. Tre alpinisti italiani, infine, sono rimasti bloccati sulle Grandes Jorasses: illesi ma stanchi. L’elicottero della Gendarmeria francese li ha recuperati nel tardo pomeriggio, sono in buone condizioni.

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