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Studi medici di famiglia aperti anche nel weekend? Forse ci siamo

Pierluigi Bartoletti, segretario generale della FInmg Lazio

L’obiettivo è quello di creare delle specie di punti di primo soccorso sul territorio, in ogni municipio, per coprire le esigenze di codici bianchi e verdi e sgonfiare le attese negli ospedali. Come? Solito e vecchio discorso con gli studi medici di famiglia aperti anche nel weekend. Forse ci siamo, anche se Zingaretti ci ha abituati a tempi biblici e a promesse sempre parzialmente mancate. La novità è che la Regione, con le principali sigle sindacali dei camici bianchi, ha siglato un protocollo d’intesa per la realizzazione di una rete assistenziale attiva il sabato e la domenica. Il tutto, previa definizione degli aspetti contrattuali che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, sarà attuato l’autunno prossimo. I dubbi, naturalmente, stanno tutti in questa frase. La giunta si è dimostrata scarsamente affidabile, vedi Case della salute, liste d’attesa, Rsa.
Già delineati i prossimi appuntamenti tecnici: per lunedì 15 dovrà essere elaborato il documento programmatico, ed entro la fine del mese dovrà arrivare, sul tavolo istituito nei giorni scorsi, la proposta di definizione contrattuale. “Finalmente abbiamo iniziato a definire i dettagli per avviare l’apertura, nei weekend, di 14 studi medici di base su Roma”, spiega Pier Luigi Bartoletti, segretario regionale della Fimmg, la Federazione dei medici di medicina generale. Scettico da sempre, stranamente sorride e ostenta ottimismo. Aggiunge: “Abbiamo diviso la città in quattordici zone e in ognuna sarà attivo uno studio dove lavoreranno più medici di famiglia”. Il punto di partenza è l’esperienza accumulata a piazza Istria dove 55 camici bianchi si sono associati ormai da anni gestendo, con successo anche le piccole urgenze sanitarie, “quelle che in un pronto soccorso sarebbero codici bianchi o verdi”. E il mese scorso si è aggiunto quello di Ostia. Anche lì stesso schema: un pool di medici di famiglia a rotazione offrono assistenza: dalle piccole emergenze alla prescrizioni di farmaci ed eventuali certificati. “In autunno dovrebbero partire i primi presidi poi via via gli altri: ora dobbiamo trovare gli spazi, comunque il tutto sarà attivo definitivamente entro febbraio 2015 e nel Lazio”, aggiunge il segretario regionale della Fimmg.

Ma il progetto non si chiude qui. “Puntiamo a rendere l’assistenza di base un punto di riferimento per i malati cronici troppo spesso sballottati da una Asl all’altra alla ricerca di prestazioni – rimarca Bartoletti – apriremo un percorso per ogni patologia che consentirà al malato di curarsi presso le strutture del proprio quartiere dove potrà ottenere tutte le prestazioni necessarie per il suo stato cronico attraverso un promemoria che il medico di base rilascerà una sola volta all’inizio del percorso di cura”.

E dalle Regione assicurano: “Nei prossimi giorni si entrerà nella fase operativa e saremo in grado di concretizzare il progetto che porterà all’apertura degli studi medici di medicina generale nei fine settimana e nei giorni festivi. Si tratterà di almeno uno studio in ogni distretto o municipio”.

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