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VATICANO/ Salvador, mons.Romero beato nel 2015

La Chiesa di El Salvador confida che mons. Oscar Arnulfo Romero, l’arcivescovo della capitale San Salvador ucciso 34 anni fa da un cecchino mentre celebrava la messa, possa essere beatificato «l’anno prossimo». Lo annuncia mons. Jesus Delgado, vicario generale di San Salvador, intervistato a margine dell’incontro della Comunità di Sant’Egidio ad Anversa. Mons. Delgado indica anche due possibili date: il 24 marzo, giorno dell’assassino di Romero nel 1980, o il 15 agosto, quello della sua nascita nel 1917. Nel meeting interreligioso di Sant’Egidio, mons. Delgado è intervenuto oggi a una tavola rotonda su «I martiri nei tempi presenti»: e proprio la figura di Romero, ucciso sull’altare da un killer di estrema destra per il suo instancabile impegno nel denunciare le violenze della dittatura militare salvadoregna, è uno degli esempi più fulgidi di martirio negli ultimi decenni. Ma nonostante questo la sua causa di beatificazione è stata molto ostacolata, ha percorso strade accidentate, fino al definitivo sblocco sotto il pontificato di papa Francesco. «Verso la beatificazione di mons. Romero – spiega Delgado – a El Salvador c’è sia un’aspettativa religiosa sia un’aspettativa politica. Il partito della sinistra ha sempre avuto la bandiera di mons. Romeo per lottare per la sua causa politica. E questo purtroppo ha fatto sì che la causa religiosa sia stata molto ritardata. Finchè è salito al pontificato papa Francesco, che come latino-americano conosce la nostra mentalità, i problemi del’America Latina, il groviglio tra religione e politica che non si vede qui in Europa. È un’altra cosa». Secondo il vicario di San Salvador, «in questo momento la causa ha cominciato a essere più spedita, dopo tanto tempo che è rimasta bloccata. È stato dapprima Benedetto XVI a sbloccarla, qualche settimana prima della sua rinuncia, ma come lui è andato via l’iter si è fermato di nuovo. È poi arrivato Francesco e lui ha ordinato che la causa fosse liberata: e adesso ha preso un cammino normale». Mons. Delgado spiega che la documentazione, già completata, è stata presentata dalla postulazione «a quattro teologi che la esaminano appunto dal punto di vista teologico. Quando loro hanno finito questo esame la passano a quattro cardinali. Poi alla fine essa va in mano al Papa. In questo momento la documentazione si trova nelle mani di questi quattro teologi che devono esaminare la teologia di mons. Romero». «Ma essa – sottolinea – è stata già esaminata lungo 17 anni, e da Ratzinger. Più di lui chi può pronunciarsi? E Ratzinger ha detto che quella di Romero è una dottrina ortodossa. Inoltre si è valutato che la dottrina sociale della Chiesa è molto accurata nella predicazione di mons. Romero. Ratzinger ha detto, ‘siamo pronti a far venire la causa alla Congregazione per le cause dei santì. Ma in quel momento ha avuto l’opposizione di qualche cardinale latino-americano, sembra sia andata così, e la causa è stata dilazionata. Una volta Papa, Benedetto XVI ha detto basta con le dilazioni, sblocchiamo la causa, e poi Francesco ha reso effettiva questa decisione di Benedetto». Che tempi prevedete? «Parliamo di Roma, Roma è eterna, non si può dire il tempo – risponde sorridendo mons. Delgado -. Ma speriamo per l’anno prossimo, o il 24 marzo o il 15 agosto». E la beatificazione di mons. Romero sarebbe «una grande gioia, una grande speranza per l’America Latina cattolica e anche per quella protestante, perchè in questo personaggio si unificano tutte le Chiese, cattolici, non cattolici, pentecostali, tutti amano mons. Romero. E poi, oltre che per noi, anche per i giovani che non hanno un indirizzo, una via specifica. Trovano in mons. Romero un ideale, di vita e soprattutto di impegno».

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