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Civita Castellana, alla scoperta del distretto ceramico

L’Italia è un paese dalle mille risorse: gli appassionati dell’artigianato artistico possono gioire nel sapere che, proprio il Belpaese, è uno dei maggiori produttori di ceramica. Sono tanto i distretti produttivi dislocati su tutto lo stivale e, tra di essi, si conta quello di Civita Castellana. Siamo nel Lazio, a circa 50 km da Roma ed è proprio qui che sorge questo centro del Viterbese dal notevole patrimonio artistico e archeologico che, da sempre, rappresenta uno dei principali poli industriali del Lazio.

LA TRADIZIONE Le prime manifestazioni dell’arte ceramica reperiti in quel di Civita Castellana risalgono al X sec. a.C.: gli scavi archeologici effettuati nelle aree di Faleri, Celle, Monterone, Scasato, Penna, Valsiarosa, Colonnette e Cappuccini hanno testimoniata la lunga tradizione dell’arte ceramica nel territorio. A rendere questo territorio così produttivo ha contribuito sicuramente la natura molto fertile del suo terreno e, grazie alla presenza di estesi giacimenti di argilla plastica e della disponibilità di materie prime di qualità, Civita Castellana ha ricevuto dal Ministero dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato il marchio “Doc” per la ceramica artistica tradizionale divenendo il fulcro dell’economia provinciale. Intorno alla fine XVIII sec. il ceramista Giovanni Trevisan, conosciuto come “ll Volpato”, portò al perfezionamento dell’arte della ceramica attaverso un grande lavoro che, Napoleone I, lo premiò con una medaglia d’argento. Se fino alla fine del XIX secolo il settore industriale era dominato soprattutto da fabbriche dedite alla produzione di terraglie, saponi, alla conciatura del pellame ed alla produzione di materiale per l’edilizia, nel XX secolo qualcosa cambia. I meriti vanno alla figura di Antonio Coramusi, discendente da una famiglia di artigiani ceramisti che portò a Civita Castellana il primo impianto dedito alla produzione di ceramiche sanitarie che, poco a poco, andò a rubare la scena alla produzione di ceramica artistica. Il periodo d’oro è quello a cavallo degli anni ’60-’70 ma fu soprattutto verso gli anni ’80, con il boom del settore edilizio, che sorsero nuove imprese a carattere artigianale che andarono a specializzarsi nella produzione di prodotti ceramici, in particolare per usi domestici e ornamentali e per prodotti igienico-sanitari oltre, ovviamente, ad oggetti d’arte realizzati da artisti e artigiani locali. La Confindustria Ceramica, al fine di dare maggiore visibilità all’eccellenza del made in Italy e certificare i valori di tradizione, la qualità dei materiali ceramici italiani, caratterizzati da un elevato design, si è avvalsa dell’introduzione del marchio Ceramics of Italy.

LE CARATTERISTICHE I segreti del mestiere si sono tramandati per secoli all’interno delle botteghe artigiane di Civita Castellana, un sapere che ha saputo plasmarsi andando incontro alle esigenze ed ai gusti del periodo di riferimento. Si assiste dunque ad un continuo mutare della tecnica di lavorazione, si è passati dai vasi cosiddetti “ad impasto” ai i buccheri, celebri per la loro colorazione nero ebano passando per le raffigurazioni di scene dionisiache ma, nei secoli a venire, la tecnica si affinò sempre più con un’attenta cura dei dettagli ed una particolare dedizione al repertorio decorativo. La produzione si concentra soprattutto nella realizzazione di articoli igienico-sanitari, stoviglierie e piastrelle, prodotti che si contraddistinguono per la quantità e la qualità dei prodotti che ha fatto breccia tanto nel mercato nazionale quanto in quello internazionale.

IL TERRITORIO Appuntamento con la cultura è presso il Museo della Ceramica “Casimiro Marcantoni”?, ospitato presso i locali della ex Chiesa di san Giorgio in Viale Gramsci, attigua all’Istituto Statale d’Arte U. Midossi dove ampio spazio è dedicato alla tradizione ceramica locale. Istituito nel 1995 al fine di far vivere la struttura culturale in rapporto dinamico con la città e il territorio, il polo museale racconta la storia di Civita Castellana relativa agli ultimi due secoli, un vero contenitore di meraviglie che testimonia la trasformazione e l’evoluzione dell’arte ceramica dal medioevo ai giorni nostri.

INDIRIZZI Uno dei nomi cari alla tradizione è Faleri Ceramica Sanitari che, con il suo mezzo secolo di attività produttiva alle spalle, si è fatta strada tanto in Italia quanto all’estero. Gestita da due generazioni dalla famiglia Tombolini, l’azienda sposa sapientemente l’amore per tradizione e la qualità produttiva con il gusto per la cultura contemporanea. Un altro nome illustre che certifica la qualità dei prodotti Made in Italy è Simas, realtà che produce sanitari in ceramica dal 1955, occupandosi di tutte le fasi di lavorazione dei sanitari in ceramica. Da non perdere il pregio di Mastro Cencio che, nel suo laboratorio-museo, realizza sapientemente copie d’autore e riproduzioni di ceramiche falische eseguite con tecniche originali o ancora la bravura di Anna Cirioni che, nel suo atelier-museo, continua la tradizione avviata dal padre Franco Cirioni. Suggestivo anche il semplice passeggiare in quel di Via dei Ceramisti, inaugurata il 1° maggio 2012, un’intera strada dedicata a “tutti gli operai ceramisti che, con il loro impegno, la loro fatica e la loro dedizione, hanno reso possibile la crescita e lo sviluppo di Civita Castellana”.

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