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Spendig review, Renzi incartato scrive ai ministri: scrivetemi cosa potete tagliare

Segna il passo l’operazione “revisione della spesa” immaginata da Matteo Renzi, con tagli del 3% ai portafogli dei diversi ministeri con l’obiettivo di un risparmio finale di 20 miliardi di euro in tre anni. Tagli non lineari. Quindi, chi potrà dovrà dare di più.

Questo pomeriggio il presidente del Consiglio avrebbe voluto tenere, dopo il Cdm del mattino, un giro di consultazioni con i titolari dei vari dicasteri per iniziare a delineare le linee di intervento. Una riunione programmata dopo che il commissario alla spending review, Carlo Cottarelli, l’8 settembre scorso ha presentato a Renzi e al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan una sua lista di possibili tagli.

Ma alcune assenze di peso hanno determinato lo slittamento dei faccia a faccia tra Renzi e i suoi ministri alla prossima settimana. Assenze anche di peso, che più di un osservatore politico traduce in una implicita resistenza all’azione del premier sulla questione dei tagli al budget dei ministeri.

Prima di sciogliere le righe, il presidente del Consiglio ha però assegnato a tutti i compiti a casa: Renzi ha chiesto ai ministri di fargli pervenire nei prossimi giorni un primo schema di ipotesi di tagli, per poi concordare incontri personali, magari già per la prossima settimana. E non basta. Per l’inizio dell’anno scolastico, lunedì prossimo, Renzi ha chiesto a tutti i suoi ministri di andare nelle scuole dove hanno studiato. Il premier sarà invece a Palermo, nell’istituto di don Puglisi.

Oggi “impegni” hanno tenuto lontano dal Cdm diversi esponenti del governo, tra i quali lo stesso titolare dell’Economia Padoan, il ministro degli Esteri Federica Mogherini e il ministro dell’Interno Angelino Alfano. Davanti alle poltrone vuote, nel Cdm di questa mattina Renzi si è limitato a un primo giro di orizzonte sui tagli di spesa, chiedendo appunto ai membri del Governo di comunicare entro pochi giorni i margini di risparmio di ogni dicastero.

L’incontro sui tagli di spesa ai ministeri avrebbe dovuto fare seguito al Cdm ed era stato fissato per le ore 15, tanto che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, anche lei assente alla riunione del mattino, si è presentata a Palazzo Chigi nel pomeriggio pensando ci fosse la riunione sulla spending review. Ragguagliata, Lorenzin è andata via.

Assenze che potrebbero far rima con resistenze. Tatticismi con cui qualcuno potrebbe voler rallentare la marcia per trattare con Renzi sui tagli che lo metterebbero più in difficoltà. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ad esempio, nei giorni scorsi si è detto ottimista sullo sblocco degli stipendi delle forze dell’ordine, sul quale i sindacati sono sul piede di guerra. Ottimismo che potrebbere stridere con i calcoli di Cottarelli.

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