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CAMPIELLO/ Stravince Fontana, il più giovane della cinquina

Giorgio Fontana, il più piccolo dei cinque finalisti e tra i più giovani della storia del Campiello, 33 anni, è il supervincitore a sorpresa dell’edizione 2014 del premio di Confindustria Veneto. Con 107 su 291 arrivati dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi, questo ragazzo schivo, che non ama la mondanità, fan dei Metallica, appassionato di fumetti ha sbaragliato tutti con ‘Memorie di un uomo felicè (Sellerio), storia del magistrato Giacomo Colnaghi che lotta contro il terrorismo politico nella Milano anni ’80 con in controcanto la storia di suo padre, un partigiano. «Grazie di cuore alla giuria dei Letterati, dei lettori. Al mio editore Sellerio. Lo prendo come una pacca sulla spalla per lavorare meglio. Come diceva Stephen King quando si scrivere bisogna chiudere la porta e lasciare tutto dietro di se però poi quando si apre la porta e non trovi nessuno ci rimani male» ha detto Fontana mentre riceveva il premio dalle mani di Roberto Zuccato, presidente di Confindustria Veneto che punta proprio in questa direzione, ad essere un incubatore di giovani talenti e sta diventando sempre di più un punto di riferimento per le nuove generazioni. In un aggettivo «un romanzo tormentato» come hanno suggerito Geppi Cucciari in abito nero lungo e Neri Marcorè per il secondo anno consecutivo conduttori della serata di premiazione al Teatro La Fenice di Venezia, seguita per la prima volta da La7 che la trasmetterà il 17 settembre alle 23. Lo stesso Mauro Corona, che si è piazzato al terzo posto con 43 voti mentre era dato tra i favoriti per la sua popolarità, aveva detto alla vigilia della premiazione: «se potessi scegliere, vorrei che a vincere fosse Giorgio Fontana perchè è ancora incontaminato e per lui sarebbe una bella soddisfazione». «Lo ringrazio. Mi ha subito abbracciato» dice ora il vincitore. Con uno stacco di 33 voti al secondo posto è arrivato Michele Mari con il suo romanzo d’avventura, picaresco, di stampo classico ‘Roderick Duddlè (Einaudi) ch ha avuto 74 voti . Al quarto Giorgio Falco con ‘La gemella H’ (Einaudi), 36 voti e ultima Fausta Garavini con ‘Le vite di Monsù Desideriò (Bompiani) 31 voti. Originario di Saronno, Fontana, che di giorno lavora in una agenzia di software e di sera scrive, aveva spiegato parlando del suo libro: «Quello che più mi stava a cuore è il rapporto tra padre e figlio a cui sono legati temi come la riflessione sulla giustizia e il rapporto fra generazioni». «Ho fatto un lavoro di ricerca molto grosso e ho usufruito del distacco che mi può dare non aver vissuto quegli anni» continua Fontana che è autore di 4 romanzi. E Milano, è qualcosa di più di uno sfondo nel libro, «è una mia ossessione narrativa. La amo e la odio». Il libro forma un dittico ideale con il precedente ‘Per legge superiorè che si svolge nel medesimo universo narrativo. Nella serata anche un ricordo di Giuseppe Berto a 100 anni dalla nascita e a 50 anni dalla vittoria del Premio Campiello con ‘Il male oscurò e l’assegnazione del Premio alla Carriera a Claudio Magris che ha avuto modo di parlare di letteratura ma anche di politica: «dobbiamo imparare a conoscere i nostri competitori» ha detto parlando della Germania e poi ha aggiunto: «la sfiducia non paga». La giuria popolare dei Trecento Lettori Anonimi era composta da 20 casalinghe, 48 imprenditori, 101 lavoratori dipendenti, 78 liberi professionisti e rappresentanti istituzionali, 31 pensionati, 22 studenti. Tra i personaggi famosi: lo chef Carlo Cracco, Irene Grandi, Marco Paolini, Stefania Rocca e Gianluigi Paragone

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