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Eterologa, martedì l’ok del Lazio, si guarda al modello toscano

Anche il Lazio è pronto ad approvare le regole per la fecondazione eterologa: martedì prossimo, l’annuncio del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, la giunta darà l’ok alle linee guida, ed è probabile che il modello di riferimento per la Regione della Capitale sarà quello della Toscana, cioè il pagamento di un ticket, come del resto aveva già accennato in agosto il coordinatore della Cabina di Regia sulla sanità Alessio D’Amato. Una soluzione che potrebbe essere, se confermata, un ragionevole punto medio tra la linea della Lombardia, dove la prestazione sarà a carico degli assistiti, e la gratuità offerta dall’Emilia-Romagna nelle strutture pubbliche. Il Lazio, infatti, a differenza di Emilia e Lombardia, deve fare i conti con il rigore economico imposto dal commissariamento della sanità. Resterebbe da capire se, come per esempio avverrà in Liguria, il contributo potrebbe essere modulato in base al reddito, o se invece si pensa a un ticket «simbolico», così come annunciato dal governatore del Veneto Luca Zaia qualche giorno fa. In Toscana, comunque, la cifra di riferimento è di 500 euro. «Un risultato importante – ha detto oggi Zingaretti riferendosi all’appuntamento di martedì prossimo – che mette ordine in un settore molto delicato della sanità del Lazio, recuperando in questo modo anche un grave ritardo». Giorni fa, infatti, lo stesso governatore del Lazio aveva ricordato come la sua Regione fosse all’opera per procedere «con gli accreditamenti per avere la rete della fecondazione». E proprio oggi il commissario attuatore per la Pma del Lazio Corrado Melega ha annunciato che entro fine anno tutte le strutture del Lazio, che sono 42, «dovrebbero riuscire a essere in regola con le autorizzazioni. A ottenere le autorizzazioni a procedere con le tecniche di fecondazione – ha spiegato l’esperto – saranno sia i privati che i sei centri pubblici, alcuni dei quali già hanno ottenuto il via libera, come il Sant’Anna, o sono in dirittura d’arrivo, come l’Ospedale San Filippo Neri e il Pertini». Finora nel Lazio (dove non sono mancati negli scorsi mesi episodi critici, come lo scambio di embrioni o un guasto in un impianto di crioconservazione) «era stata utilizzata solo una forma di autocertificazione». Un campo, peraltro, dove sono state trovate anche «delle non conformità» e che presto dunque dovrebbe essere messo in regola. La via è tracciata: «Esprimo grande soddisfazione – la conclusione di Zingaretti – per quanto ha dichiarato Melega in merito ai progressi e ai risultati raggiunti sulla procreazione medicalmente assistita nel Lazio».

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