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Training al Pc e attività aerobica terapie salva memoria nella sclerosi multipla

Programmi al pc, tecniche comportamentali e attività fisica aerobica. È a ‘tre puntè la nuova frontiera della riabilitazione cognitiva per i pazienti con sclerosi multipla, in base agli studi presentati al meeting Actrims/Ectrims in corso a Boston. «I focus sulle attività riabilitative mostrano i benefici dell’esercizio fisico aerobico al tapis roulant, in grado di migliorare la memoria e le performance cognitive. Ma anche i lavori sui programmi mirati al pc, da eseguire a casa, mostrano un effetto importante nel risolvere le difficoltà di attenzione e acquisizione di nuove informazioni», spiega Maria Pia Amato, neurologa del Dipartimento Neurofarba dell’Università di Firenze, appena eletta nel comitato esecutivo di Ectrims, unica italiana. Il gruppo di Amato ha condotto uno studio randomizzato in doppio cieco su 88 pazienti giovani-adulti, mirato alla riabilitazione della capacità di attenzione. «Abbiamo usato un programma computerizzato per rieducare le varie componenti chiave di questo processo. Un gruppo si allenava a casa, con il programma al pc, l’altro eseguiva compiti generici di lettura e commento dei brani. Si è visto che il programma computerizzato migliora l’attenzione, la velocità di elaborazione delle informazioni e la memoria di lavoro». Questo tipo di riabilitazione «ha un effetto neurotrofico, dimostrato anche dalla risonanza magnetica».
A testimoniare «che noi ricercatori siamo finalmente sulla strada giusta, è anche il fatto che l’ultima revisione Cochrane sulla riabilitazione cognitiva ha dato qualche evidenza positiva, dopo i due risultati negativi precedenti. Ci sono comunque moltissime domande a cui rispondere, ad esempio su dosi, cicli e tempi giusti di trattamento, ma anche sulla tipoligia di pazienti che ne beneficerebbe di più. Forse da questo punto di vista potrebbe rivelarsi decisiva la questione della riserva cognitiva, di cui tanto si parla al congresso», spiega. Anche le tecniche comportamentali mirate stanno dando buoni risultati. «I programmi che funzionano di più sono quelli focalizzati su singole funzioni – precisa l’esperta – In generale i pazienti sono molto soddisfatti dall’approccio al pc, che però in Italia è adottato a macchia di leopardo. Inoltre si stanno avviando, in Usa, Canada e nel nostro Paese, progetti specifici di confronto sulle tecniche nei bambini: il 30% dei piccoli con sclerosi multipla presenta, infatti, disturbi cognitivi». In generale, sulla base delle evidenze emerse dal meeting di Boston, «sottolineerei l’importanza dell’attività fisica aerobica», conclude l’esperta. Un prezioso alleato di memoria e attenzione, «e naturalmente dell’umore».

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