| categoria: Roma e Lazio

Città metropolitane caos Pd, salta la segreteria del Lazio

Il segretario regionale del Pd Fabio Melilli

Un Partito democratico in mano alle correnti, litigioso, che diventa un caso nazionale per ogni decisione importante. L’ultimo motivo di scontro interno è stata la composizione delle liste dei candidati all’assemblea della città metropolitana, diventata una querelle che forse il premier Renzi rischia di dover sbrogliare. E dopo giorni di polemiche in serata è arrivata la decisione del segretario del Pd Lazio Fabio Melilli che ha sciolto la segreteria e comunicato che nei prossimi giorni verificherà se ci sono le condizioni per continuare a guidare il partito regionale. La scintilla, ma la cenere covava da giorni, è stata la lettera che la presidente della commissione delle elette in Campidoglio Daniela Tiburzi ha scritto al premier denunciando «la modifica della lista ufficiale, approvata venerdì scorso dalla Direzione regionale del Pd, all’ultimo minuto: un atto antidemocratico che viola di fatto le regole statutarie». Tutto nasce dalla sostituzione di due candidati, due donne che non hanno fatto in tempo a presentare la documentazione necessaria per le loro candidature. E questo ha portato, alla fine, alla presentazione di 7 candidati uomini, più una donna, Svetlana Celli rappresentante della Lista Marino, per il Pd romano, più 16 del Pd della provincia di Roma; violando di fatto gli accordi iniziali e facendo infuriare l’area metropolitana, visto che si era parlato di 6 romani e 18 della provincia. Ma facendo infuriare soprattutto le donne. Sono loro oggi a chiedere «una nuova convocazione della direzione affinchè vengano motivate le scelte di tale cambiamento avvenuto, peraltro, al di fuori di un dibattito e di una opportuna ratifica degli organi competenti». Nel pomeriggio, su Facebook, molte donne con incarichi soprattutto nel partito romano hanno dato vita a un appello indirizzato al segretario del Pd Lazio Fabio Melilli e al presidente della Direzione del Pd Roma Tommaso Giuntella. Tra le altre cose vi si legge: «Abbiamo appreso dai giornali la formazione della lista per le elezioni della Città Metropolitana, in cui risultano presenti solo 7 donne su 24 candidati. Particolarmente grave è il quadro delle candidature romane tra le quali non è presente nessuna candidatura femminile, pur essendoci nel Consiglio Comunale di Roma Capitale donne che ricoprono con competenza e capacità importanti ruoli di responsabilità politica ed istituzionale». La lettera, aperta ad altre firme, è firmata però da una sola delle 7 consigliere capitoline, Valeria Baglio. Tanto che il coordinatore della maggioranza capitolina Fabrizio Panecaldo riflette e bolla come infondate le polemiche: «Nel consiglio comunale di Roma la maggior parte del consiglieri sono uomini. La Baglio segnala un giusto problema ma nel concreto credo non abbia ha avanzato la sua candidatura, pur potendolo fare preferendo convergere su Marco Palumbo e anche la Tiburzi, se poi la scelta è caduta su Coratti, avrà fatto un ragionamento analogo». La mancata presentazione da parte delle due candidate in pectore della documentazione necessaria, motivo della successiva loro esclusione, è stata letta da qualcuno del Pd Roma come «assolutamente non casuale. Il Pd è massacrato dalle correnti e sta andando a sbattere, in nome di queste. Non si può sovvertire ciò che ha deciso la direzione regionale». Ed è proprio al segretario Fabio Melilli, che stasera ha azzerato appunto la sua segreteria, che toccherà sbrogliare anche questa matassa. A meno che non arrivi alla decisione di dimettersi. Intanto, per il 23 il Pd romano ha convocato la direzione. All’ordine del giorno, i congressi municipali, le elezioni della città metropolitana e la conferenza di programma. Ma c’è da giurare che il nodo delle candidature alla città metropolitana sarà l’argomento che terrà banco

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