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F1 SINGAPORE/ Ferrari alla prova dopo l’addio di Montezemolo

Ad una settimana dall’addio di Montezemolo, la Ferrari si ritrova lontana da Maranello per cercare di mettere insieme i cocci di una stagione ricca di colpi di scena e povera di risultati. Ritrovare il sorriso a Singapore, dopo i disastri di Monza, è sperare troppo, anche se il tracciato cittadino appare più adatto alle caratteristiche della F14T rispetto alle veloci piste delle ultime due gare. Fernando Alonso, poi, ha già vinto a Marina Bay, nel 2008 e nel 2010, prima dell’arrivo del ciclone Vettel che da allora ha dominato la corsa. Ma difficilmente il tedesco riuscirà nel poker con una Red Bull che solo il compagno Daniel Ricciardo sembra saper portare alla vittoria nei rari giorni-no delle Mercedes. Alonso dopo l’arrivo a Singapore si è preso un giorno di relax prima di cominciare il lavoro insieme con Kimi Raikkonen e il resto del team. È da lui comunque che ci si attende il segnale che anche senza il pungolo del presidente dimissionato la Ferrari può cavarsela da sola. La fine dell’era Montezemolo, e le sue implicazioni sul futuro del Cavallino, continuano intanto a tenere banco, anche all’estero. Il francese Le Figaro dedica varie pagine alla vicenda, sul quotidiano economico russo Vedemosti si ipotizza per la Ferrari un percorso simile a quello seguito dalla Porsche, mentre la Cnn dà voce alla preoccupazione dei clienti per una possibile perdita di esclusività. Solo Sergio Marchionne potrà fugare i dubbi illustrando la sua strategia, che per quanto riguarda il settore sportivo per ora si impernia sul team esistente. Al di là delle pene della Rossa, a sei gare dal termine del campionato, però, l’attenzione del week end sarà tutta concentrata sulla lotta al vertice tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg, con il secondo deciso a tornare a distanza di sicurezza dall’inglese dopo i gravi errori di Monza che hanno spianato la strada all’avversario. Uno che si sfide fratricide se ne intende, Alain Prost, ha avvertito la Mercedes di «gestire con la massima attenzione questa rivalità, rimanendo equidistanti dai duellanti» altrimenti «il rischio è di destabilizzare tutto il team».

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