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Renzi in Usa, Silicon Valley modello per l’Italia

Assediato dai sindacati e dalla minoranza del Pd sulla riforma del lavoro, Matteo Renzi sbarca negli Stati Uniti. Al di là dell’assemblea dell’Onu, alla quale per la prima volta il premier parteciperà «con la consapevolezza di rappresentare un grande paese», le tappe di San Francisco e di Detroit sono altamente simboliche della battaglia sul lavoro che Renzi vuole vincere in Italia: domani visiterà Twitter e Yahoo, due aziende emblema di come, a suo avviso, «l’innovazione crea posti di lavoro» e a Detroit sarà guidato da Sergio Marchionne alla scoperta di come la Fiat cerca in rilancio dopo la fusione con il colosso Chrysler. Dopo l’Asia e l’Africa, è quasi naturale la visita del premier italiano nella prima economia mondiale per conoscere più da vicino il suo modello economico, che è riuscito a rialzarsi dalla crisi economica e che ora, osserva il presidente del consiglio, «ha un tasso di disoccupazione che è la metà del nostro». Renzi arriverà nel pomeriggio di oggi a San Francisco e subito, a cena, si farà un’idea dal presidente della Stanford University John Hennessy del top del modello educativo e di ricerca americano. Il campus più famoso del mondo sforna idee e cervelli che a sua volta attirano investimenti. Utopico pensare che l’Italia possa riprodurre la Silicon Valley ma Renzi ritiene di aver impostato sia la riforma della scuola sia quella del lavoro anche guardando a quel modello. Domani il premier visiterà Twitter, il social network preferito per la sua comunicazione politica, e Yahoo e cercherà anche con una serie di incontri, tra cui quello con i ricercatori italiani e 150 tra start up e imprese, di capire i segreti di un’economia che si nutre di Hi tech e informatica. E dove, pur in piccolo, l’Italia fa la sua parte. Non meno intensa sarà la tappa a New York, da martedì a giovedì. La prima giornata sarà dominata dal vertice dei capi di Stato e di governo sul clima. Nel pomeriggio il premier ha in agenda un incontro politico, per lui cruciale, con Hillary e Bill Clinton. L’ex presidente Usa è per il premier italiano un modello come Tony Blair, già incontrato nei mesi scorsi anche in occasione del viaggio in Cina. Mercoledì e giovedì Renzi parteciperà e interverrà, per la prima volta, all’assemblea generale dell’Onu che affronterà temi delicatissimi come la guerra al nuovo terrorismo dell’Isis. «Spero – è l’auspicio del presidente del consiglio – che la comunità internazionale possa tornare ad avere un ruolo forte dentro drammatiche vicende. Sogno delle Nazioni Uniti che operino per la pace costruendo il dialogo per la pace». Giovedì, in una pausa dei lavori, il premier parlerà di crescita economica e di lotta alla disoccupazione davanti alla comunità finanziaria newyorkese in un incontro al Council on Foreign Relations, al quale parteciperà anche il vicepresidente di Morgan Stanley Ruth Porat. È un ritorno in Italia, pur stando negli Usa, l’ultima tappa della missione. Venerdì, infatti, accompagnato da Sergio Marchionne, Renzi visiterà gli stabilimenti della Fca a Detroit per capire le prospettive, anche italiane, del colosso automobilistico italo-americano.

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