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La Sapienza, si vota per il dopo Frati

Ancora poche ore e poi alla Sapienza, il più grande ateneo d’Italia e d’Europa, prenderanno il via le elezioni da cui uscirà il nome del nuovo rettore che governerà l’università per i prossimi sei anni. Volge al termine l’era di Luigi Frati, ultimo discusso numero uno accademico, che sarà ufficialmente in carica fino al 31 ottobre, data di scadenza del mandato.

A contendersi la poltrona da successore ci sono sei candidati. Cinque uomini e una donna: Tiziana Catarci, 52 anni, ingegnere informatico, ordinaria di Sistemi di elaborazione delle informazioni, negli ultimi quattro anni accanto a Frati in quanto prorettore per le infrastrutture e le tecnologie della Sapienza ed è rappresentante per l’ateneo nel Cda di Cineca. Da qualcuno indicata come favorita del rettore uscente, la sua elezione assumerebbe una portata rivoluzionaria: mai la prima università di Roma è stata guidata da una donna. Poi c’è Eugenio Gaudio, 58 anni, preside dal 2010 della facoltà di Medicina da cui viene anche Frati con il quale ha condiviso per 9 anni gli uffici della presidenza da vice, professore ordinario, a capo anche della Conferenza permanente delle facoltà e scuole di Medicina e Chirurgia e direttore del Dottorato di ricerca in Epatologia sperimentale e clinica. Andrea Lenzi è invece il leader del Consiglio universitario nazionale (Cun) dal 2007, ha 61 anni ed è ordinario di Endocrinologia, stessa facoltà di Gaudio dunque; dal 2011 dirige la sezione di Fisiopatologia medica, Scienza della alimentazione ed Endocrinologia del dipartimento Medicina sperimentale. Giancarlo Ruocco, 55 anni, è ordinario di Struttura della materia nella facoltà di Fisica, ex direttore di Dipartimento, prorettore alla ricerca e coordinatore del ‘Center for nano life science’ dell’Istituto italiano di tecnologie presso lo stesso ateneo. Renato Masiani, 59 anni, ordinario di Scienza delle costruzioni, è invece diventato preside unico della facoltà di Architettura dopo l’unificazione delle varie sedi in seguito alla razionalizzazione accademica voluta dalla riforma universitaria; dal 2007 al 2010 è stato anche direttore del dipartimento di Ingegneria strutturale e Geotecnica. Infine, ma non ultimo, Roberto Nicolai Mastrofrancesco, ordinario di Letteratura greca, classe 1959, dopo essere stato preside della facoltà di Scienze umanistiche dal 2008 al 2010, è stato nominato preside unico della mega facoltà di Lettere e Filosofia nel 2012; dal 2011 è anche presidente del Comitato editoriale della Sapienza università editrice.

Lo scontro a sei prenderà il via il 23 mattina. La prima tornata elettorale durerà 3 giorni: si voterà martedì, mercoledì e giovedì dalle 8 alle 19 e venerdì fino alle 12. A quel punto ci sarà il primo spoglio delle schede nell’Aula magna del Rettorato. Qualora nessun candidato dovesse raggiungere la maggioranza assoluta (il 50 per cento più uno) si passerà al secondo e al terzo turno. Si tornerà quindi alle urne tra il 30 settembre e il 3 ottobre e tra il 7 ottobre e il 10. Se anche nella terza votazione non venisse raggiunto il quorum stabilito, si procederà al ballottaggio tra i due candidati più votati, tra il 14 e il 17 ottobre.

E se tra i viali universitari scommettono che al primo turno sarà impossibile tirare fuori il nome del rettore, massimo il 18 ottobre, a patto che almeno il 30 per cento degli aventi diritto si rechi alle urne pena annullamento del voto, si saprà chi per altri sei anni siederà difronte alla Minerva.

Le votazioni avveranno in modalità elettronica, utilizzando la procedura Cineca u-Vote, che ha ottenuto la certificazione da parte del Miur. Come sei anni fa è stato allestito un centro elettorale unico nel Rettorato.

Chiamati a scegliere il proprio candidato preferito dopo una serie di dibattiti andati avanti per tutta l’estate, sono i professori di ruolo (circa 3800 persone), i ricercatori – compresi quelli a tempo determinato – e personale equiparato, gli studenti che fanno parte delle Assemblee di Facoltà, del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione (580), il personale dirigente e tecnico-amministrativo (circa 4000) e i rappresentanti, eletti nei Consigli di Dipartimento, dei titolari di assegno di ricerca.

Non tutti i voti pesano però in egual misura: i prof “contano” di più di tecnici e studenti. I risultati verranno dunque fuori da una serie di calcoli matematici e percentuali per ponderare le preferenze espresse per il nuovo Magnifico.

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