| categoria: politica

La “Zanzara” beffa Berlusconi con la telefonata di un finto Zoff

Prima la telefonata di un finto Zoff a Berlusconi, poi la retromarcia dopo il richiamo del Garante della Privacy che stigmatizza i «raggiri» per raccogliere notizie che potrebbero altrimenti essere acquisite attraverso i classici strumenti della professione giornalistica, infine la messa in onda (con una paio di ore di ritardo) dopo che l’ex premier «da liberale qual è, ha dato il suo assenso allo scherzo». «La Zanzara», il programma di Radio24, ha dato vita oggi all’ennesimo dei suoi consueti scherzi, ma stavolta con una coda inaspettata per via del concomitante intervento del Garante sul caso di Fabrizio Barca, che si è rivolto all’Autorità per segnalare la violazione dei principi del codice deontologico dei giornalisti avvenuta nei suo confronti con la messa in onda a febbraio, sempre da parte della trasmissione di Radio 24 della sua telefonata con un «falso» Nicki Vendola. Questa volta nel trabocchetto è finito l’ex premier: a telefonargli ad Arcore è stato un finto Dino Zoff (imitato da Andro Merku) con il quale Berlusconi ha cercato di chiarire il senso delle sue parole a proposito del famoso episodio delle critiche rivolte all’allora ct azzurro per la marcatura di Zidane nella finale dell’Europeo del 2000. L’intervista è stata diffusa come anticipazione dall’emittente, ma in un primo tempo annullata, come hanno spiegato alla radio, «a seguito della comunicazione del Garante della Privacy». Passano due ore e il conduttore della trasmissione, Giuseppe Cruciani, annuncia che «nonostante il richiamo del Garante, il presidente Berlusconi, da liberale qual è, ha dato il suo assenso alla messa in onda dello scherzo». Nella conversazione con il finto Zoff, il presidente del Milan ha ribadito di non aver mai definito ‘indegnò l’allora ct, che in quell’occasione si dimise. La responsabilità di quel trambusto, a detta di Berlusconi, fu soprattutto della stampa che ingigantì una semplice critica tecnica. «Mai! Non ho mai definito indegno nessuno in vita mia. Non ho mai usato una parola del genere nei confronti di nessuno», dice Silvio Berlusconi, convinto di parlare con Dino Zoff. «Mi chiedo ancora il perchè di quel suo durissimo attacco personale…» risponde il finto Zoff. «Ma guardi che io non ho fatto nessun attacco personale – assicura Berlusconi – La stampa poi ci ha messo del suo, come sempre… comunque mi sembra sia acqua passata, molto lontana…». Zoff: «Per me fu una bastonatura mastodontica». Berlusconi: «Chi ha ricevuto le critiche peggiori dalla stampa sono stato io. Perchè mi sembra che la stampa sia stata tutta con lei. E quindi a me hanno fatto un mare di critiche…». Ancora il finto Zoff: «Presidente, questa è la cosa che più mi è rimasta sullo stomaco in questi anni…». Berlusconi: «Va bene, va bene. Adesso io… guardi, se ricevo il libro e poi magari faccio una dichiarazione di sostegno e ammirazione nei suoi confronti, la faccio molto volentieri» aggiunge riferendosi al libro ‘Dura solo un attimo, la glorià in cui l’ex portiere racconta la sua carriera. Fin qui lo scherzo, ma con l’appendice del ‘richiamò del Garante sul caso-Barca, sottolineando come «la raccolta delle notizie fosse avvenuta con l’inganno, in quanto l’interessato pensava di parlare in forma privata con una persona amica e di fiducia e non con un persona che a quest’ultima si era sostituita». A seguito dell’istruttoria svolta, il Garante ha ritenuto che la raccolta delle informazioni e la successiva diffusione della telefonata devo ritenersi illecite.

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