| categoria: Roma e Lazio

Opera di Roma, lunedì il vertice. Marino auspica il ritorno di Muti

Un incontro al Ministero della Cultura convocato per lunedì 29 settembre e la riunione del Cda del teatro giovedì 2 ottobre. Queste le due date in cui si deciderà il destino del Teatro dell’Opera di Roma, di recente rimasto orfano del maestro Riccardo Muti. «La perdita di una figura come Muti ha addolorato tutti ma va rispettato il pensiero di un artista straordinario e al contempo va garantito il futuro di una delle istituzioni più importanti del nostro paese – ha detto oggi il sindaco di Roma Ignazio Marino -. Vogliamo arrivare al Cda del 2 ottobre con un piano preciso». In una conferenza stampa convocata di concerto con il sovrintendente del Teatro Carlo Fuortes, anche alla luce di ricostruzioni giornalistiche che raccontavano il gelo tra i due per le scelte sul post-Muti, le premesse sono state ben scandite. Il sindaco si è detto «molto soddisfatto del lavoro condotto da Carlo» Fuortes. E questi ha sottolineato che «con il sindaco c’è un’intesa totale, come con gli altri soci. I problemi del teatro sono straordinari e stiamo cercando soluzioni adeguate». All’incontro al Mibact di lunedì, che inizierà alle otto del mattino, prenderanno parte, oltre al primo cittadino a al sovrintendente, anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e il ministro Dario Franceschini. L’obiettivo: concordare una strategia per l’ente. «Ci sarà sicuramente incontro tra me e Muti quando rientrerà in Italia», ha annunciato Marino che ha continuato ad augurarsi un suo ritorno. Intanto, più che pensare a trovare un suo sostituto («Muti è e resta direttore onorario a vita del teatro dell’Opera», ha chiarito Fuortes) si ragiona sulle direzioni delle singole opere. «Che ci siano direzioni da parte di donne lo auspico nella maniera più assoluta come il sindaco – ha risposto il sovrintendente a chi glielo chiedeva -. Le direzioni devono essere allargate». Quanto alla direzione musicale, «il direttore musicale non c’era prima – ha precisato -, dobbiamo decidere se chiederlo a qualcuno e a chi chiederlo». Insomma, accusato il colpo, si cerca di guardare avanti: «Nonostante tutto il putiferio, ci sono 224 nuovi abbonati, quasi il 10% e la stagione inizia a novembre. L’auspicio è di superare quelli dello scorso anno», ha detto ancora Fuortes che, in merito al suo attuale doppio incarico come Sovrintendente del Teatro dell’Opera e come amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, ha precisato: «Alla scadenza di questo anno non c’è disponibilità a tenere le due cariche. Farò una scelta, se mi sarà proposta». Ma intanto dall’opposizione in Campidoglio l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno punta il dito: «Considerando il modo aggressivo e conflittuale con cui ha gestito fino ad ora l’incarico di sovrintendente al Teatro dell’Opera sarebbe opportuno che Fuortes anticipasse il più possibile il suo passo indietro

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