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De Magistris, applausi e stretta di mano con il Prefetto

Si sono stretti la mano tante volte, sindaco e prefetto di Napoli. Oggi però il primo rischia da un giorno all’altro la sospensione per effetto della legge Severino, e il secondo ha sul tavolo il delicato dossier legato proprio all’attuazione di quella normativa. Così il saluto tra Luigi de Magistris e Francesco Musolino calamita l’attenzione di cronisti e fotoreporter, durante le celebrazioni per le Quattro giornate che liberarono Napoli dal nazifascismo. Celebrazioni caratterizzate anche da applausi e inviti a «resistere» per de Magistris. Sono ore delicate per Napoli. I responsabili dell’ordine pubblico hanno di fronte una settimana a dir poco complessa, che vedrà negli stessi giorni in città il presidente Napolitano, atteso da mercoledì, l’assemblea europea delle piccole e medie imprese, il forum della piccola industria e, soprattutto, giovedì la riunione del direttivo della Banca centrale europea con Mario Draghi, appuntamento per il quale il mondo dell’antagonismo si prepara a scendere in piazza, con il consueto rischio Black Block. È dunque sotto i riflettori dei media internazionali che Napoli deve affrontare la vicenda del proprio sindaco, condannato per Why Not, che ripete di aver subito una ingiustizia e di non avere alcuna intenzione di dimettersi, malgrado si moltiplichino le richieste in tal senso, non solo dal mondo della politica. A chi in strada lo invita a «non mollare», risponde: «Il popolo napoletano sa lottare. Lotteremo e non mollerò mai». I toni sono leggermente più morbidi, dopo i duri botta e risposta con l’Anm, ma de Magistris anche oggi non rinuncia alla critica verso gli ex colleghi. «Ci sono politici e magistrati perbene – afferma – e magistrati collusi e politici disonesti». Una stoccata va a Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anticorruzione, che aveva preso le distanze dagli attacchi del sindaco di Napoli ai giudici: «»Mi auguro che Cantone faccia un pò meno salotti televisivi e qualche battaglia per strada in più insieme con noi«. In attesa delle decisioni del prefetto il sindaco prova comunque a vivere una giornata ‘normalè, tra la gente e i turisti, indossando la fascia tricolore. Prima di tutto, però, su Twitter cita Che Guevara: »E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l’ultimo frammento di cuore«. Lui in effetti gioca e alza la posta: macchè dimissioni, resistere – i suoi legali stanno lavorando all’appello contro la condanna Why Not – e »in attesa di ottenere giustizia« affidare le redini, solo formalmente, al vicesindaco appena dovesse arrivare la sospensione. de Magistris però resterebbe colui che politicamente decide, in qualità di sindaco »eletto dai cittadini«. Un sindaco che non potrebbe più lavorare in municipio, e che ripete di essere pronto a farlo in strada, tra i cittadini: ma in strada fa freddo, e le Iene gli regalano un sacco a pelo. Lui lo accetta ma non ci scherza su: »Spero siano sempre meno i senzatetto costretti a dormire in strada«.

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