| categoria: Roma e Lazio

REGINA COELI/ Cerca di passare la droga a D’Erme, bloccato e denunciato. E’ collaboratore di un europarlamentare

Voleva dare un grammo e mezzo di hashish a Nunzio D’Erme, il leader storico del Movimento romano, da alcuni giorni detenuto nel carcere di Regina Coeli, ma una guardia penitenziaria si è accorta delle sue intenzioni e l’ha bloccato. L’uomo, sulla cinquantina e denunciato all’autorità giudiziaria, era entrato ieri pomeriggio, verso le 17.30, nel carcere ufficialmente come «collaboratore» dell’europarlamentare Eleonora Forenza (L’Altra Europa con Tsipras) e l’ex parlamentare Giovanni Russo Spena. Secondo l’europarlamentare, però, «non è una persona che lavora nella mia segreteria, ma un compagno dei Movimenti. Nè io, nè Giovanni Russo Spena, nè Nunzio D’Erme eravamo a conoscenza delle sue intenzioni». A denunciare l’episodio è stato Massimo Costantino, segretario regionale Fns Cisl Lazio sostenendo che «prontamente il personale di polizia penitenziaria ha evitato il passaggio di tale sostanza, marijuana, 1,5 grammi» e che l’uomo «è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria». Per la Fns Cisl «occorre rivedere l’accesso di tali collaboratori dei parlamentari poichè è inaccettabile che utilizzando il loro status possono approfittare di entrare in carcere e perpetrare un reato in un luogo di detenzione che serve a rieducare ed infliggere la pena. Le carceri non sono certo luoghi dove reiterare reati». L’esponente sindacale ha espresso «vivo apprezzamento al personale penitenziario intervenuto». «Non sapevo assolutamente nulla – racconta l’europarlamentare Forenza – eravamo nelle vicinanza della cella di Nunzio D’Erme, quando ho visto il secondino che contestava il fatto, ma io non mi ero accorta di nulla. L’obiettivo della mia visita era quello di ispezionare il carcere per verificarne le condizioni ed incontrare Nunzio D’Erme, poichè da sempre mi sono occupata dei Movimenti (di cui ha fatto parte negli anni ’90 ndr). Quanto accaduto mi ha davvero sorpreso». D’Erme è stato arrestato il 24 settembre con l’accusa di aver partecipato ai disordini, cinque mesi fa, scaturiti in seguito al tentativo di allontanare alcuni militanti di Militia Christi infiltrati ad un convegno sull’omofobia.

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