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USA/ De Blasio alza il salario a migliaia di newyorkesi

Bill de Blasio alza il salario dei lavoratori newyorkesi. Il sindaco della Grande Mela – che ha fatto della lotta alle diseguaglianze sociali la sua priorità in campagna elettorale – ha firmato un decreto che estende il cosiddetto ‘living wagè (salario di sussistenza) a 18.000 dipendenti che lavorano nelle imprese che ricevono finanziamenti da parte del comune. Finora la platea interessata si fermava a 1.200 persone. Non solo. La misura decisa da de Blasio – contrastata dal suo predecessore Michael Bloomberg – prevede per questi lavoratori un innalzamento del salario a 13,13 dollari l’ora per chi non gode dell’assicurazione sanitaria e a 11,50 dollari per gli altri. L’obiettivo finale per il sindaco della città più grande d’America – a cui molti a sinistra guardano come laboratorio per sperimentare nuove ricette sul fronte delle politiche sociali – è quello di portare in tempi brevi il salario minimo a 13,30 dollari l’ora per tutti i lavoratori newyorchesi. Un piano che prevede l’approdo ai 15 dollari l’ora in cinque anni, entro il 2019, per fare di New York la metropoli più all’avanguardia nel Paese sul fronte dei salari. Lo sforzo di de Blasio è in linea con quello che a livello federale sta da tempo cercando di fare il presidente Usa, Barack Obama, la cui proposta di portare ovunque il salario minimo ad almeno 10,10 dollari l’ora giace però in Congresso, duramente ostacolata dai repubblicani. Questo nonostante la protesta partita dai dipendenti dei fast food ed allargatasi a centinaia di migliaia di lavoratori che in tutto il Paese hanno più volte manifestato contro le paghe da fame con cui vengono retribuiti. La lotta alle ineguaglianze economiche è stato uno dei cavalli di battaglia nel corso della campagna elettorale di de Blasio: «Non si può permettere che le ineguaglianze di tipo economico aumentino in modo incontrollato. Ogni strumento conta. Se riusciamo a raggiungere 18 mila famiglie con questo aumento e a portarle a standard di vita decenti è una rivoluzione per quelle famiglie». Per tener fede ai suoi impegni e alle sue promesse de Blasio dovrà però fare i conti con un altro italoamericano e collega di partito, Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York. Con lui è in corso un braccio di ferro che riguarda la capacità di spesa della città e le risorse necessarie per finanziare i tanti progetti sociali di de Blasio, dai salari agli asili nido. E in tempi di disponibilità finanziaria limitata stringere i cordoni della borsa è per Cuomo una delle priorità assolute. Anche se sullo sfondo c’è la rivalità tra due personaggi ambiziosi che sgomitano in vista di probabili sfide future a livello nazionale.

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