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SCHEDA/ Quattro gli ostaggi occidentali decapitati dall’Isis

Quattro dall’Isis e uno dal gruppo da loro affiliato in Algeria. Salgono a cinque dopo la barbara esecuzione di ALAN HENNING da parte dell’Isis in Siria gli occidentali barbaramente uccisi dai jihadisti. È il 19 agosto quando i tagliagole dello Stato islamico diffondono un video dove mostrano la decapitazione del giornalista americano JAMES FOLEY. Il freelance, 40 anni, aveva realizzato molti reportage per l’Afp e per numerosi altri media. Era stato rapito nel nord-ovest della Siria il 22 novembre 2012. Nel video, le cui immagini scioccarono il mondo intero, il reporter appariva nel deserto, in ginocchio, con indosso una tuta arancione e con un terrorista, interamente vestito di nero e col volto coperto, che gli premeva un coltello alla gola. . È il 2 settembre quando l’Isis rilascia un nuovo video di due minuti e 46 secondi dal titolo «Secondo messaggio all’America» in cui viene mostrata l’esecuzione del cittadino americano STEVEN SOTLOFF. Il reporter di 31 anni era stato mostrato al termine del video della decapitazione di James Foley. Anche in questo secondo video Sotloff appare in ginocchio e indossa una tuta arancione, sullo sfondo il deserto siriano e il rumore del vento, molto forte. Il 14 settembre una nuova terribile esecuzione. I jihadisti tornano a diffondere attraverso il web il terrore e l’orrore: un nuovo video che mostra la decapitazione dell’ostaggio britannico DAVID HAINES, 44 anni. Lavorava come esperto della sicurezza per diverse Organizzazioni non governative, e per questo era stato in molti Paesi segnati da conflitti, come la Libia e il Sud Sudan. Nel rivendicare la responsabilità dell’esecuzione del cooperante scozzese David Haines i jihadisti hanno sottolineato – riferisce Site – che si tratta di una rappresaglia per l’ingresso del Regno Unito nella coalizione per combattere il gruppo estremista jihadista. Il 24 settembre la stessa sorte tocca a Hervè Gourdel, guida alpina di 55 anni, sposato con due figli, originario di Nizza. L’uomo era andato in Algeria per fare trekking quando venne ‘individuatò dagli jihadisti tramite la sua pagina Facebook in cui descriveva gli spostamenti e poi venne rapito nelle montagne. A rivendicare la sua esecuzione gli estremisti di Jund-al-Khilafa, movimento affiliato all’Isis, il 24 settembre.

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