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Che ipocriti i nostri governanti. Farsi belli con le parole di S.Francesco

Quella strana coppia in processione ad Assisi lascia perplessi. ll presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma Ignazio Marino saranno certamente uomini pii, e sulla loro religiosità, sul loro sentire, niente da eccepire. Ma il loro privato non ci interessa. E il loro ruolo pubblico richiede una certa coerenza. Certo non esternano quella adesione agli insegnamento di Francesco cui fanno mostra di aderire davanti alle telecamere, certo l’umiltà, il pauperismo nelle loro azioni politiche non si vede distintamente. Potere, controllo del potere, e ancora potere. Orientato al raggiungimento di obiettivi che con la salute fisica e mentale degli amministrati poco ha che vedere. A poveri non pensano, troppo impegnati come sono a gestire altre faccende. Tutto bene, così va il mondo. Stona solo la loro presenza in quel contesto francescano. Vale anche per gli altri politici presenti. L’umiltà non è il dono principale di Matteo Renzi, che ha scelto vie troppo lunghe peraltro per arrivare ad un obiettivo caro al poverello di Assisi, i poveri. Il premier ha dato una impronta diversa al suo mandato e al suo pubblico operare, ma non ha fatto scelte decise, anche drammatiche. Non ha mandato a casa la casta, le caste, forse gli è mancato il coraggio. O forse non ne aveva alcuna intenzione. Poteva almeno saltare la tappa di Assisi o evitare i riferimenti alla filosofia di vita di San Francesco. Gli italiani si sentono presi in giro.Troppa ipocrisia

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