| categoria: economia

Aumentano gli attacchi informatici: ecco quanto costa alle aziende il cybercrimine

Il numero di crimini connessi alla sicurezza informatica o cybersecurity ha subito un aumento a livello mondiale del 48% rispetto allo scorso anno, arrivando a 42,8 milioni, 117.339 attacchi al giorno (+66% dal 2009). E’ quanto emerge dalla Global State of Information Security Survey 2015 diffusa da PwC.

“Non sorprende che i casi di violazione della cybersecurity crescano ogni anno, insieme all’impatto finanziario che ne deriva – sostiene Fabio Merello, Responsabile Cybersecurity in PwC Italia. Tuttavia, la rilevanza di tali violazioni diventa maggiore se consideriamo le modalita’ di individuazione e gestione di tali eventi”.

Infatti con l’aumentare della frequenza di reati in materia di sicurezza informatica crescono anche i costi per gestire e attenuare i danni causati dalle violazioni. La perdita economica media per incidenti di cybersecurity in tutto il mondo e’ stata stimata in circa 2,7 milioni di dollari, il 34% in piu’ rispetto allo scorso anno. Quest’anno abbiamo avuto inoltre un record di perdite: le societa’ che hanno subito danni finanziari superiori ai 20 milioni di dollari sono quasi duplicate.

Tuttavia, nonostante le preoccupazioni crescenti, dalla ricerca emerge che le spese per la sicurezza informatica sono globalmente diminuite del 4% rispetto all’anno precedente. Negli ultimi cinque anni la percentuale di spesa all’interno dei budget IT e’ rimasta al 4% o diminuita.

“La spesa in sicurezza informatica implica che le imprese identifichino e investano nelle prassi di cybersecurity piu’ efficaci per contrastare attacchi sempre piu’ avanzati tecnologicamente” – spiega Fabio Merello. “E’ fondamentale identificare procedure che integrino al massimo capacita’ predittive, preventive, di indagine e di risposta in caso di violazioni, per minimizzarne gli impatti negativi”. Le aziende sono consapevoli dei seri rischi riguardanti la cybersecurity: tuttavia sono le imprese piu’ grandi a subire attacchi piu’ frequenti. Grandi societa’ con un fatturato annuo superiore al miliardo di dollari hanno registrato il 44% in piu’ di incidenti rispetto allo scorso anno. Le societa’ di medie dimensioni, con fatturati compresi tra i 100 milioni e il miliardo di dollari, il 64% in piu’. Tuttavia, mentre il rischio e’ globale, le perdite finanziarie variano sensibilmente a seconda delle dimensioni della societa’.

“Le grandi aziende sono i bersagli preferiti perché detengono informazioni di maggior valore”, spiega Bob Bragdon, editore di Cso. “Tuttavia, con il migliorare delle misure di sicurezza adottate dalle grandi societa’, gli attacchi si concentrano su quelle di medie dimensioni, che spesso non hanno ancora adottato strategie efficaci”.

“Nel contesto italiano, caratterizzato dalla presenza di un gran numero di piccole e medie imprese e da una contrazione della spesa piu’ marcata rispetto ad altri paesi – aggiunge Fabio Merello – e’ ancora piu’ importante per le aziende valutare correttamente i propri rischi, correlati alle possibili minacce, e ottimizzare gli investimenti”.

Le persone che operano all’interno delle societa’ sono spesso i principali indiziati, tuttavia in molti casi compromettono i dati involontariamente, per esempio smarrendo dispositivi mobili o quali vittime di phishing. Gli intervistati rivelano che i casi in cui sono coinvolti impiegati della societa’ sono aumentati del 10%, mentre quelli attribuiti a service provider o consulenti esterni sono aumentati rispettivamente del 15% e 17%. “Molte societa’ spesso gestiscono i casi di insider cyber crime senza coinvolgere le autorita’, tuttavia con questo comportamento potrebbero danneggiare altre aziende, nel caso queste assumessero in futuro impiegati potenzialmente infedeli”, aggiunge Bragdon…

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