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Metroweb apre a Telecom, matrimonio ha senso industriale

Un matrimonio tra Telecom e Metroweb avrebbe senso ma per ora di concreto non c’è nulla. Affinchè nozze siano, devono muoversi gli azionisti. È il messaggio che arriva da Alberto Trondoli, a.d della società di fibra ottica finita nel mirino del gruppo guidato da Marco Patuano. «L’operazione avrebbe un grande senso soprattutto industriale, ma molto dipende dalla volontà dei soci. Non mi risulta ci sia una precisa volontà di F2i a vendere» afferma Trondoli, interpellato su un eventuale ingresso di Telecom in Metroweb rilevando il 54% in mano a F2i. «La quota di F2i non è assolutamente in vendita» sottolinea il manager, convinto peraltro che «se ci fosse la volontà di trattare i tempi per l’operazione potrebbero essere brevi». «Che io sappia non c’è nulla sul tavolo», segnala nel frattempo. Eventuali nozze tra le due aziende potrebbero avere «un grande senso perchè si sfrutterebbe Metroweb, con le sue competenze e risorse finanziarie, per sviluppare un’infrastruttura italiana intermente in fibra ottica, che al Paese manca». Con un accordo «Telecom entrerebbe in Metroweb, che resterebbe indipendente, e la farebbe diventare la sua società della fibra» spiega Trondoli evidenziando che «sarebbe uno sviluppo importante per sè stesso e per il Paese». Il contributo di Telecom sarebbe quello di «portare asset, ma non la rete in rame, più i suoi clienti». Quanto alla tempistica bisognerà comunque aspettare le nomine di F2i, «che mi sembra saranno a breve». Le nomine al vertice del fondo erano attese per fine mese ma la fumata bianca ancora non c’è stata. Il dossier Metroweb, anche se ufficialmente non è ancora stato dato un mandato alle banche d’affari e incontri ai vertici non ci sarebbero stati, è aperto su molte scrivanie. Secondo le ipotesi circolate sarebbe F2i a fare spazio a Telecom cedendo la sua quota mentre Cdp rimarrebbe azionista col 46%. Si guarda poi a Fastweb che controlla invece l’11% di Metroweb Milano (a sua volta partecipata da Metroweb Italia al 87,7% e dai manager all’1,7%). Nel frattempo la borsa resta prudente (Telecom -1,5% a Milano) mentre a San Paolo Tim, la controllata brasiliana del gruppo italiano, procede senza sbalzi dopo aver toccato in avvio un rialzo di oltre il 5%. Ma il balzo iniziale è stato comune all’intero listino che ha festeggiato il buon piazzamento a sorpresa, alle elezioni, del partito Social-Democratico, moderato, guidato da Aecio Neves. Il mercato vede rischi politici e di concretizzazione per la partita brasiliana dove, secondo indiscrezioni, Telecom si starebbe muovendo per conquistare Oi e avrebbe incaricato Banco Bradesco di negoziare.

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