| categoria: Cultura, Scienza

Nobel per la chimica all’infinitamente piccolo

Assegnato il Nobel per la chimica a tre scienziati, l’americano Eric Betzig, 54 anni, al tedesco Stephan W. Hell, 52 anni di origini rumene, e a William E. Morner, 61 anni con la motivazione, “aver perfezionato la microscopia ottica, rendendola così potente da osservare il mondo infinitamente piccolo delle molecole”. Grazie alle loro ricerche è stato possibile realizzare microscopi ottici in grado di vedere le molecole in azione usando la tecnica della fluorescenza. Un traguardo che ha aperto la strada alla nanoscopia, cioè alla possibilità di vedere e studiare “oggetti” che hanno dimensioni di miliardesimi di metro. Ad esempio, guardare cellule nervose che si collegano fra di loro, oppure proteine che si ripiegano o che si aggregano, come succede nel caso di alcune malattie neurodegenerative e, perfino, vedere all’interno dell’ovulo fecondato quando questo comincia a dividersi. All’importante traguardo i tre scienziati non sono arrivati insieme. A cominciare è stato Hell che nel 2000 con il metodo Sted (Stimulated Emission Deplerion) ha gettato le basi per il futuro sviluppo dei microscopi dell’infinitamente piccolo.

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