| categoria: In breve, Senza categoria

Eni, tangenti per i politici italiani”. Scaroni: contro di me solo falsità

L’affare nigeriano resta inchiodato a un numero. Macroscopico. 200 milioni di dollari di mediazione su un contratto dal valore complessivo di poco più di un miliardo e 300 milioni. Riconosciuta dal gruppo Eni tra 2010 e 2011, a un “signor nessuno” di nome Emeka Obi. Mediazione priva di un logico motivo. Perché di nessuna economicità. E sprovvista di una spiegazione persuasiva, quantomeno di mercato.
Almeno per quello sin qui accertato in poco più di due mesi di indagine dalla Procura di Milano. Si irrobustisce così l’ipotesi che il prezzo della licenza ottenuta per acquisire il giacimento petrolifero Opl245, sia stato caricato da una maxi tangente. Come accredita Vincenzo Armanna, l’ex dirigente Eni indagato dalla Procura di Milano, di cui Repubblica ha pubblicato il racconto.

Un j’accuse che si fa ancora più affilato nel verbale di interrogatorio del 30 luglio, non fosse altro perché coinvolge altri uomini di Eni. “Della sorte del denaro pagato da Eni – spiega l’ex responsabile per il Medio Oriente ai pm – , ho parlato con Casula (Roberto, oggi capo dello sviluppo e delle operazioni del “cane a sei zampe”, ndr) e con il direttore finanziario di Naoc (Nigerian Agip Oil Company). Eravamo consapevoli che una buona parte sarebbe andata a beneficio degli sponsor politici dell’operazione”.

Ti potrebbero interessare anche:

Romeno uccide a colpi d'ascia moglie e amica, poi si suicida
Screzio in diretta tra Santoro e Travaglio: "Tu difendi sempre Grillo"
L'Appenino si 'gonfia' a causa della pioggia
Venezia, due uomini fanno sesso sul pontile in Canal Grande
Bitcoin: il suo utilizzo è possibile nella vita di tutti i giorni?
DOLOMITI: NUMERO CHIUSO AL PASSO SELLA, PER ORA NIENTE MULTE



wordpress stat