| categoria: Dall'interno

MOSE/ Galan ai domiciliari dopo cento giorni di carcere, restituirà 2.6 milioni


– Giancarlo Galan torna a casa, il giudice delle indagini preliminari, Giuliana Galasso, ha firmato oggi la richiesta ai domiciliari. L’ex presidente della Regione Veneto lascia così il carcere di Opera dopo 100 giorni di reclusione. A convincere il gip la proposta di patteggiamento avanzata ieri dagli avvocati difensori alla procura di Venezia per contrattare una pena – definita congrua dai magistrati – di 2 anni e 10 mesi e una multa da 2,6 milioni. Stamattina davanti al carcere ad attenderlo c’era la moglie, Alessandra Persegato, il rilascio è avvenuto intorno alle 15, dopodiché i due si sono diretti immediatamente a Villa Rodella, vicino Cinto, sui Colli Euganei in provincia di Padova, dove sono arrivati alle 17 di questa sera. Ad attendeli la figlia Margherita.

La vicenda non è ancora conclusa, però, il passaggio giudiziario avverrà in un secondo momento, quando i legali dell’ex ministro, Antonio Franchini e Niccolò Ghedini, si troveranno davanti al giudice e ai pm il prossimo 16 ottobre. Solo allora si entrerà nel merito della richiesta di patteggiamento e il gip sarà chiamato a decidere se accogliere per intero la proposta fatta, chiderne una modifica o rigettarla. All’interno dello stesso procedimento, con quella di ieri, sono 24 i patteggiamenti avanzati su 35 indagati. Di queste solo quella dell’allora sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni – su cui pesa l’accusa di finanziamento illecito ai partiti – è stata rigettata. I legali di Orsoni avevano proposto una pena di 4 mesi di reclusione, ritenuta inadeguata dai magistrati.

L’inchiesta sul Mose_ Il deputato di Forza Italia, arresto il 22 luglio scorso dopo il voto favorevole del Parlamento alla misura cautelare richiesta dalla magistratura, era finito in manette per il suo coinvolgimento nell’inchiesta sul Mose, che ha portato all’arresto di 35 persone. Il reato imputatogli è corruzione, avrebbe aiutato alla costituzione di fondi neri da usare per finanziare politici e corrompere funzionari pubblici per la realizzazione della grande opera anti-marea veneziana, traendone profitti personali.

I termini dell’accordo_ Nell’istanza presentata in procura ieri dai suoi avvocati non è presente alcuna ammisione dei reati, quindi Galan continua a dichiararsi innocente. Il motivo del patteggiamente, secondo quanto riportato dai suoi legali, è dovuto alla prolungata permanenza in carcere e alle “gravi condizioni generali del cliente, al calo di peso di 22 kg in due mesi e al presentarsi di spunti depressivi, sì da determinare la necessità di visita psichiatrica”. Fanno sapere inoltre che già otto giorni fa, Galan avrebbe presentato in Procura un accordo di massima: prescrizione per tutti i reati fino al 22 luglio 2008, 2 anni e mesi 10 per i residui reati contestati, confisca per il valore di 2,6milioni sulla casa di Cinto euganeo a fronte di un sequestro per 4,850milioni di euro. Sembra inoltre che a spingere l’ex onorevole a trattare sia stata anche la “difficoltà di proseguire la carcerazione per poter riabbracciare la propria famiglia in particolare la figlia Margherita”.

Critiche al carcere preventivo_ Non perdono occasione per criticare la misura cautelare del carcere preventivo i legali di Galan che “osservano amareggiati – riferiscono – come ancora una volta questa misura provoca danni, anche irreversibili, a persone non ancora giudicate”. I due avvocati auspicano quindi che “il Legislatore intevenga per delimitare in maniera drastica questo istituto che provoca sempre maggiori riserve e critiche

Ti potrebbero interessare anche:

Topi uccisi con il gas, a giudizio il direttore del centro Negri Sud
Migranti, Puglia in preallarme. Arriveranno in migliaia dalla Grecia?
Genova, la moglie vuole lasciarlo, le spara mentre parla al telefono con il figlio
Ad Avezzano arriva la prima isola ecologica mobile
QUI VITERBO/ Sit in contro gli immigrati a San Martino al Cimino,
MIGRANTI: CORRIDOI UMANITARI, ALTRI 35 SIRIANI A FIUMICINO



wordpress stat