| categoria: primo piano

Grillo invoca l’esercito: arrivi a Genova prima di Renzi

«Faccio un appello, vado lunedì al casello di Genova e voglio che l’Esercito italiano arrivi prima di Renzi». Beppe Grillo attacca a fondo il premier evocando l’intervento dell’esercito, che deve «stare con gli italiani» – dice -, «dare una mano per un bene comune e mandare via questi cialtroni». Sembrerebbe un riferimento gli autori della ricostruzione, amministratori e imprenditori, dopo l’alluvione di tre anni fa: «Questa gente va fermata con l’Esercito», aggiunge, puntando però dritto sul presidente del Consiglio. «Per istinto quando l’ho incontrato mi sono detto ‘questo deve andare subito affanculò, ma non glielo ho detto perchè sono una persona educata». «Abbiamo coperto il culo peloso delle istituzioni, questi del Pd per 20 anni hanno fatto finta opposizione ma li abbiamo scoperti». Immediata la replica di fonti di palazzo Chigi: «Che il leader M5s strumentalizzi il disastro di Genova, non è una novità. Già in passato ha cavalcato altre tragedie naturali». Ma Beppe rilancia annunciando l’uscita dei 5 stelle dal Parlamento e un referendum per abbandonare l’Euro, nonchè lotta serrata, «con ogni mezzo possibile», al Jobs Act che – sottolinea – «creerà milioni di nuovi schiavi». È questa la linea politica che l’ex comico genovese traccia alla festa del M5S al Circo Massimo: contrapposizione al governo Renzi e all’Ue. Un cammino di opposizione, dura e pura, che i sostenitori cinquestelle giunti a Roma per la tre giorni approvano e che parlamentari e amministratori cinquestelle si trovano a condividere senza averne mai discusso. Chi si attendeva al Circo Massimo una sorta di convegno politico è deluso: nessun dibattito, nessun documento programmatico, nessuna mozione da votare. Difficilmente, ci si poteva attendere qualcosa di diverso: il M5S è e resta Beppe Grillo. «Italia5Stelle» è la dimostrazione. Lo si capisce vedendo la folla che si raduna alla base del palco quando a prendere la parola è l’ex comico genovese: migliaia di persone che urlano e partecipano. Le stesse che si dileguano tra gli stand, nel momento in cui a parlare sono senatori, deputati e amministratori pentastellati con la sola eccezione di una applauditissima Paola Taverna. Colpa del sole o forse del gran caldo ma quando il microfono lo prendono gli altri, il paragone non c’è. È la giornata clou della festa di tre giorni. La linea è netta: no al Jobs Act che è «una presa per il culo»; un attacco alla Germania della Merkel «che non può dare lezioni a nessuno». Il resto è colore: l’attacco, sempre più violento, ai giornalisti; il cibo km0, il menu vegano, i gazebo, le strette di mano tra cittadini e politici. D’altronde, lo stesso Grillo spiega che «il Dna del Movimento Cinque Stelle non è essere istituzione»: «Dobbiamo fare meno mozioni in Parlamento – spiega – e andare più tra la gente, perchè in Parlamento ci sono solo nominati come Renzi». E la sera conferma: «Usciremo dal palazzo per andare in piazza. Tutti i parlamentari lo hanno votato». Sullo sfondo resta la sfida, più mediatica che politica, tra Federico Pizzarotti e Luigi Di Maio per la conquista del partito: il sindaco di Parma con posizioni più «di sinistra»; il secondo al centro ma capace di dialogare anche con l’ala destra del Movimento. Entrambi, comunque, più portati al confronto anche con Renzi ed in ottimi rapporti tra loro. Ma, soprattutto, entrambi consapevoli, dopo questa ultima e forse involontaria prova di forza di Grillo, che non possono immaginare di fare a meno dell’ex comico genovese. Il M5S sta cambiando: l’influenza di Gianroberto Casaleggio sembra in declino. Prova ne è l’allontanamento, dopo un lungo braccio di ferro tra Milano e Bruxelles, del capo dello comunicazione Claudio Messora. Era stato messo a controllare la pattuglia di europarlamentari proprio dal guru milanese al termine di una tormentata esperienza al Senato ma alla fine ha dovuto lasciare

Ti potrebbero interessare anche:

Terremoto kazako, Alfano fa l'indiano. Saltano due suoi collaboratori
Sla, tante docce poche donazioni e poca informazione. E il Papa ammonisce...
Ciclone "tropicale" punta la Sicilia, allarme rosso sull'isola
Ancora un mistero la strage dell'Egyptair. Non c'è rivendicazione
Livorno: sei morti e due dispersi. Distrutta famiglia. Procura avvia indagini
Ue boccia la manovra dell'Italia



wordpress stat