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Legge di stabilità, Padoan: definiamo le misure, cautela su Tfr

Non è una netta frenata, ma quella di Pier Carlo Padoan sul conferimento del Tfr in busta paga può sembrare comunque una posizione cauta. Sicuramente più cauta di quella di Matteo Renzi che continua invece a spingere perchè questa, come anche l’ipotesi di una tassa unica comunale, diventino realtà con la legge di stabilità. La questione è effettivamente allo studio, riconosce il ministro dell’Economia, le ipotesi sono diverse «ma non è ancora stato definito il quadro generale». Il meccanismo è «molto delicato e qualunque cosa si faccia avrebbe delle conseguenze da valutare bene», spiega. La questione di fondo è la cosiddetta «compensazione» per le imprese che resterebbero a corto della liquidità assicurata dalla permanenza in azienda del trattamento di fine rapporto. L’idea sarebbe dunque quella di coinvolgere le banche ma, come sottolineato dal presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, perchè il sistema funzioni ci sarebbe bisogno anche di un garante di ultima istanza. «Abbiamo bisogno di garanzie pubbliche», ha spiegato, assicurando comunque che la banca farà «tutto il possibile nei limiti del suo mandato». Tfr a parte, a quattro giorni dalla scadenza, la manovra è ancora «in corso di affinamento», ha osservato Padoan, che anche da Washington per la riunione annuale del Fmi è rimasto in costante contatto con il premier e con Palazzo Chigi. Nelle intenzioni del governo la finanziaria 2015 sarà l’occasione per procedere innanzitutto a un «serio» taglio delle tasse, che verrà coperto con una spending review che l’esecutivo quantifica «in più che a doppia cifra», probabilmente dunque in oltre 10 miliardi di euro, a dispetto delle ultime indiscrezioni su una riduzione molto più contenuta. La riduzione della pressione fiscale – invocata anche dal presidente della Commissione Ue, Manuel Barroso, che denuncia il livello troppo alto in Italia rispetto agli altri Paesi – partirà sicuramente, come annunciato più volte, il taglio del costo del lavoro o attraverso l’Irap o attraverso i contributi sociali a carico delle imprese. Ma nella stessa direzione vanno anche le proposte avanzate da Maurizio Lupi per la proroga dell’ecobonus al 65% e del bonus su ristrutturazioni e mobili al 50% (costo circa 1 miliardo di euro) e per la deducibilità al 100% dei beni strumentali delle aziende (costo in questo caso pari a 1,2 miliardi). Per conoscere quelle che Padoan definisce «le misure specifiche» bisognerà però attendere mercoledì 15. E solo dopo quella data, come ribadito dal presidente della Bce Mario Draghi, sarà possibile anche esprimere un giudizio sulle politiche di bilancio di Roma e degli altri Paesi europei. Ogni considerazione precedente sarebbe «prematura», ha sottolineato il numero uno dell’Eurotower, stemperando le voci su un intervento preventivo di Herman Van Rompuy su Italia e Francia per una «correzione» anticipata della manovra.

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