| categoria: Roma e Lazio

Priebke, messa a un anno dalla morte. Marino, uno schiaffo a Roma

Continua a dividere e suscitare polemiche Erich Priebke, ad un anno dalla morte. Il legale dell’ufficiale nazista, Paolo Giachini, ha organizzato una messa all’aperto in suo ricordo questa mattina a Ponte Sant’Angelo a Roma. E manifesti con la scritta ‘Ciao Capitanò sono apparsi sui muri della città. Non si è fatta attendere la replica del sindaco della Capitale, Ignazio Marino, che ha parlato di «volgare provocazione» e «schiaffo alla città». «Ieri – ha fatto sapere Giachini, che negli ultimi anni di vita ha accolto Priebke nella sua casa – dopo lunga attesa, la prefettura di Roma mi ha notificato l’autorizzazione ad andare in rappresentanza della famiglia a deporre un mazzo di fiori sulla tomba di Erich Priebke. I resti del militare tedesco sono stati deposti in uno scenario magnifico, sotto la giurisdizione del ministero dell’Interno. A nome dei familiari mi corre l’obbligo di ringraziare le istituzioni che si prendono cura in modo esemplare dei resti mortali di quest’uomo». Il luogo della sepoltura è stato mantenuto segreto. Il legale ha quindi proseguito nell’elogio di uno dei boia delle Fosse Ardeatine, spiegando che «per risolvere il problema di chi vuole coltivare la memoria di Priebke e rendergli omaggio in un luogo fisico, abbiamo deciso, nella ricorrenza di oggi, ad un anno dalla sua morte, di eleggere come luogo ideale della sua memoria il ponte Sant’Angelo. Proprio lì oggi, per pochi intimi, è stata all’aria aperta celebrata la messa del primo anniversario della morte. Proprio a ponte Sant’Angelo in futuro, chiunque vorrà rendere omaggio potrà portare un fiore o rivolgere un pensiero». Alla cerimonia, ha informato Giachini, «tra gli altri era presente la signora Anna Maria Canacci, una dei parenti delle vittime delle Ardeatine che aveva offerto la sua amicizia a Erich Priebke. Sento, a nome della famiglia, di ringraziare anche coloro i quali questa mattina hanno affisso a Roma manifesti con un falco che vola verso il sole nascente e la scritta: Ciao Capitano». Il sindaco Marino non ha gradito la celebrazione, definita «un gesto deprecabile, compiuto da persone che hanno la testa più vuota che rasata e che ci fa comprendere quanto sia importante mantenere viva la Memoria nelle nuove generazioni. Addolora ancora di più – ha aggiunto – che un gesto simile sia stato compiuto a pochi giorni dal rastrellamento del Ghetto di Roma, avvenuto il 16 ottobre 1943. Un appuntamento che il Campidoglio si è impegnato a ricordare ogni anno con i viaggi della Memoria che coinvolgono le scolaresche romane e al quale parteciperò personalmente domenica prossima, 19 ottobre». Quanto accaduto oggi, su ponte Sant’Angelo, ha proseguito il sindaco, «ferisce tutta la comunità cittadina e rappresenta un vero schiaffo alla città di Roma che ha avuto un ruolo fondamentale nella Resistenza italiana. Nessun luogo della Capitale potrà ospitare il ricordo del gerarca nazista, responsabile dell’atroce eccidio delle Fosse Ardeatine in cui persero la vita 335 italiani».

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