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Beni culturali, per la tribuna degli Uffizi un viaggio virtuale

È stata presentata la nuova stazione multimediale dedicata alla Tribuna degli Uffizi, ideata e realizzata da Parallelo e donata da Metaenergia, azienda sensibile in qualità di mecenate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico nazionale. Collocata lungo il primo corridoio degli Uffizi, già da domani l’istallazione permetterà ai visitatori del museo di compiere una visita virtuale all’interno della Tribuna, rendendo disponibile anche una serie di informazioni su quello che è considerato un vero e proprio scrigno della Galleria degli Uffizi e della museografia internazionale. Restaurata e completamente riallestita nel 2012 grazie al contributo dei Friends of Florence, per motivi conservativi da allora la Tribuna è visibile solo dai tre affacci (uno centrale e due laterali), ma non più visitabile all’interno. In virtù della nuova stazione multimediale, tuttavia sarà possibile entrare virtualmente nell’ambiente ottagonale e ammirare le opere in esso contenute da un punto di vista privilegiato.
La realizzazione del progetto ha comportato sei mesi di lavoro, tempo relativamente breve grazie alla già esistente documentazione informatica che la Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino ha raccolto in questi ultimi anni nei suoi archivi digitali. «Questo luogo – ha detto Cristina Acidini, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino – che per ragioni conservative è chiuso, viene restituito alla sua completa visione per la ricchezza e la qualità dei suoi contenuti. Si tratta quindi di un esemplare trasferimento di conoscenza al servizio della fruizione museale per il quale sono particolarmente grata a Metaenergia». Ha affermato a sua volta Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi: «La Tribuna, dopo il restauro, è stata inibita al transito dei visitatori per tutelarne il pavimento (che è opera d’arte in sé), sicché il luogo prezioso ha recuperato un’antica sacralità, offrendosi agli occhi di tutti come uno scrigno da godere nel suo complesso. Da oggi però quello che la conservazione ha imposto di guardare da lontano viene restituito a una lettura ravvicinata tramite gli strumenti di una tecnologia avanzata, che risponde anche all’esigenze attuali dell’approccio ai musei».

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