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IL PUNTO/ Conte, dopo il disastro mondiale 4 vittorie su quattro

«Dopo il disastro mondiale, in un mese e mezzo abbiamo giocato quattro partite e l’abbiamo vinte tutte. Certo, stasera potevamo fare qualcosa di più: ma nel girone siamo a punteggio pieno, e aspettiamo con ansia la Croazia». Fedele al motto (juventino) secondo il quale la vittoria non è importante, è l’unica cosa che conta, Antonio Conte non se la sente nemmeno dopo l’1-0 in casa di Malta di ‘bocciarè la sua Italia. Semmai la rimanda a metà novembre, quando lo scontro diretto con la Croazia dirà chi sarà con ogni probabilità il vincitore del girone. «La situazione non è facile, altrimenti non sarei qui: è inutile che mettiamo la testa sotto la sabbia – l’analisi a più ampio raggio del ct – Se crediamo ancora di essere i più forti del mondo, siamo fuori strada. Dobbiamo lavorare, e tanto. Se diciamo che mancano i talenti, dopo che mancavano al Mondiale, scopriamo l’acqua calda: pensavate che in un mese e mezzo si risolvesse tutto?». Conte sottolinea anche come «ci sono giocatori che giocano in nazionale e fanno fatica a trovare spazio nei loro club: non dobbiamo dimenticarlo ma non dobbiamo neanche scoraggiarci. Dobbiamo lavorare per colmare certi deficit». Sulla serata di TàQali, è chiaro: «Alcuni ragazzi stasera hanno patito la fatica di due partite in tre giorni: non ho parlato con loro, valuteremo queste due partite quando ci ritroveremo a novembre. Ma abbiamo colpito quattro pali. Ci siamo complicati la vita con l’espulsione di Bonucci, che probabilmente non c’era. Ma avere nove punti in classifica ci dà fiducia: abbiamo margini di miglioramento. Ora sono curioso di vedere come affronteremo la Croazia, una squadra che i talenti ce l’ha: di sicuro non vi aspetterete che si vinca largo…». «Nelle ultime due partite – sottolinea ancora una volta – abbiamo incontrato squadre che pensavano a non far giocare. Pellè ha avuto un buon debutto, è un giocatore di stazza fisica che in questa rosa mancava: è stato molto importante avere un punto di riferimento così, davanti, in una partita del genere. Certo, stiamo sempre parlando di un 1-0 e dispiace anche a me non aver segnato di più. La prossima volta – dice col sorriso – chiederemo di allargare le porte». «Non si giudica una partita dalle goleade», aveva detto in mattinata Conte, rispondendo alla perplessità suscitate dalla partita contro l’Azerbaigian. E senza sapere che in contemporanea la Crozia la sua goleada contro gli azeri l’avrebbe fatta davvero (6-0). «Se pensiamo che non ci sono i giocatori nè le idee per ripartire, allora siamo morti: e invece stiamo provando a dare un’identità precisa a questa nazionale, e credo ci stiamo riuscendo». Ora il prossimo appuntamento è a Milano con la Croazia, il 16 novembre, forse la partita più importante di questa prima fase della nuova condizione tecnica. Ipotecare la qualificazione in quella occasione vorrebbe dire per Conte avere tutto il tempo per lavorare ancor di più alla sua idea di calcio. Poi, il martedì successivo si andrà a Genova per un’amichevole, lo scopo è aiutare la popolazione locale colpita dall’alluvione. Lo ha annunciato il presidente federale Tavecchio, in mattinata impegnato tra l’altro in una visita guidata all’oratorio di San Giovanni, per vedere ‘La decollazione di San Giovanni Battista, accompagnato dal gruppo di dirigenti Figc, tra cui Claudio Lotito.

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