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VOLLEY/ Non solo Diouf, c’è una linea verde italiana per Rio

Senza medaglia ma con un futuro. Le azzurre del volley sono uscite dal Mondiale a un passo dal podio, con amarezza ma anche con la consapevolezza di aver messo le basi per guardare con ottimismo ai Giochi di Rio. Un orizzonte esaltante per Marco Bonitta che, dopo aver spremuto il massimo negli ultimi quattro mesi da un mix di giovani e veterane, sa di dover abbassare l’età media della squadra, la più alta (oltre i 28 anni) fra le quattro finaliste. E il rinnovamento generazionale, a ben vedere, sembra già iniziato. Lo dimostrano le prove delle cinque ventenni azzurre: Raphaela Folie (23 anni), Cristina Chirichella (20 anni, quinta a muro e quarta per media battute), Caterina Bosetti (20), Monica De Gennaro (27, eletta miglior libero, prima per media in ricezione) e soprattutto Valentina Diouf, la ventunenne figlia di mamma milanese e papà senegalese che è esplosa al Mondiale, diventando protagonista in tutti i momento più delicati, in cui finora spesso era stata anonima. Forse funziona la meditazione anti ansia pre-gara, un’abitudine per l’opposto di 202 centimetri, che con i 31 punti della finalina contro il Brasile è diventata la seconda miglior marcatrice del torneo (63) dietro la cinese Ting Zhu, nonchè la terza migliore schiacciatrice per percentuali (46 palle vincenti su 100), davanti ad Antonella Del Core. Soprannominata ‘fioccò per la leggerezza con cui ricade dopo i salti, Diouf contro il Brasile ha mostrato tutta la propria aggressività, a rete e verso l’arbitro. «Mi sono trattenuta dal tirarlo giù, ci ha rubato un sacco di palloni che erano evidenti», ha sorriso l’azzurra che si dice «un pò in lotta con il calcio perchè tutti gli italiani seguono solo quello» e ha ammesso che non è stato semplice amalgamare un gruppo partito con non pochi dubbi e guai fisici. «Il merito è un pò di tutti, c’è stata da subito grandissima disponibilità da parte di tutte noi e dello staff – ha spiegato a SportMediaset -. Abbiamo lavorato parecchio, non è stato facile. Comunque siamo in palestra da giugno, e occorre del tempo per trovare un equilibrio». Conta anche la regia di Bonitta che, cacciato dalle giocatrici nel 2006 dopo un oro mondiale e due argenti europei in sei anni, è tornato con il linguaggio e le strategie giusti per fare esprimere tutte al massimo. Ora dovrà riuscire a portare al top la linea verde e resta da capire se e quale tipo di ruolo avranno veterane come il capitano Francesca Piccinini, Carolina Costagrande o Antonella Del Core. «Voglio fare i complimenti specialmente alle compagne più giovani perchè hanno dimostrato di avere un gran carattere – ha detto ieri Del Core -. Sono convinta che davanti a loro abbiano un grande futuro».

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