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Consulta-Csm, diciannovesima fumata nera

Non cambia il copione: Pd e Fi hanno votato scheda bianca anche in questa diciannovesima votazione sui giudici costituzionali e sul componente laico del Csm. E l’esito è stato anche questa volta negativo. Nessun
candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei 3/5 dei componenti dell’Assemblea, pari a 570 voti. Servirà una nuova votazione, la ventesima.

Scheda bianca anche per i parlamentari del Nuovo Centrodestra, per quelli del gruppo Autonomie-Psi-Maie e per il Movimento Cinque Stelle, come annunciato in un tweet di Danilo Toninelli:

Dopo la rivolta delle matite, spezzate ieri in massa dai parlamentari pentastellati, oggi senatori e deputati 5 Stelle hanno praticato un’altra forma di ostruzionismo: hanno rallentato le votazioni trattenendosi ciascuno per almeno cinque minuti nelle cabine allestite nell’emiciclo.

La Lega Nord, come già fatto ieri, è tornata a distribuire in Transatlantico un ‘santino’ elettorale che sponsorizzava provocatoriamente la candidatura del presidente del Senato Pietro Grasso. A fare volantinaggio è stato di nuovo Roberto Calderoli, che ha invitato i suoi colleghi di partito a chiedere il voto trasversale di senatori e deputati. Sul santino c’era anche la scritta provocatoria ‘Ieri 94… oggi, ce la possiamo fare!’, alludendo ai 94 voti attribuiti ieri a Grasso. “Se arriviamo a 101, potremmo fare i 101 di Prodi…”, è la battuta che girava tra i parlamentari del Carroccio come slogan della ‘mini campagna elettorale’ pro Grasso.
E in effetti oggi il presidente del Senato ha incassato ben 117 voti. Su 677 votanti le schede bianche sono state 444, circa 50 le nulle, mentre Donato Bruno ha ricevuto 23 voti. In calo, al netto delle schede bianche, rispetto a ieri i consensi per Luciano Violante: l’ex presidente della Camera in corsa per il Pd oggi ha avuto 11 voti, a fronte dei 16 nella votazione di ieri. Non è escluso che una nuova votazione si terrà domani, probabilmente nel pomeriggio.

Non si sblocca quindi l’impasse. La settimana scorsa non si era raggiunto il quorum per il ticket (sponsorizzato da Pd e Fi) Luciano Violante-Francesco Ignazio Caramazza. I democratici vogliono preservare il nome di Violante. Soltanto ieri, il capogruppo al Senato, Luigi Zanda aveva dichiarato che l’ex magistrato “ha ottenuto sempre un consenso superiore alla maggioranza assoluta dei componenti delle Camere. L’auspicio è che, dopo ritiro professor Caramazza, il centrodestra trovi una candidatura ugualmente valida, di alto livello, che abbia il consenso dei gruppi parlamentari che la designeranno”. Il messaggio destinato a Forza Italia è chiaro: “Trovate un una figura all’altezza”. Ma le divisioni all’interno del partito di Berlusconi restano forti. C’è chi spinge per Francesco Paolo Sisto, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, e chi preferirebbe il costituzionalista Giovanni Guzzetta, in primis il capogruppo alla Camera Renato Brunetta.

Non si aspetta soltanto la conclusione della partita per la Consulta, ma resta in gioco ancora un posto per il Csm, dopo che a Teresa Bene, dopo essere stata eletta, è stata contestata la mancanza dei requisiti per sedere a palazzo dei Marescialli.

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