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Ok alla riforma della maturità, un miliardo per la buona scuola

Maturità: i primi ritocchi arrivano nella Legge di stabilità, con il ritorno alle commissioni interne e il solo presidente come membro esterno all’Esame di Stato. Centoquarantasette milioni il risparmio annuale che deriverà dalla norma approvata oggi in Consiglio dei ministri. Ma soprattutto la Legge prevede un fondo per la realizzazione del piano ‘La Buonascuolà, confermando la cifra di un miliardo di euro che non andrà soltanto per l’assunzione degli oltre 140 mila precari, ma anche per i nuovi progetti, come il rafforzamento del rapporto scuola-lavoro. La Legge di stabilità crea quindi un nuovo fondo straordinario per il rilancio dell’istruzione in Italia che, come ha spiegato nelle scorse settimane il ministro Stefania Giannini, fa il paio con i risparmi della maturità, di cui cambierà anche la filosofia, secondo la constatazione che l’esame oggi è un momento finale di ‘ricognizionè delle competenze degli studenti. «L’esame – ha detto Giannini più volte – oggi valuta ciò che lo studente ha fatto». I dati degli ultimi anni hanno evidenziato percentuali sempre altissime di promossi (98%), anche dopo l’introduzione delle commissioni miste. Anche per questo Giannini ha deciso di andare avanti con la sua idea delle commissioni interne, linea non apprezzata da tutti nel mondo della scuola. La novità delle commissioni si sommerà al decreto ministeriale in preparazione per attualizzare le prove in coerenza con la riforma delle Superiori che va a regime. Le classi quinte dei licei, dei tecnici e dei professionali sono infatti le prime che portano a compimento la «riforma» Gelmini del 2010. Classi che hanno fatto un percorso diverso rispetto ai coetanei degli anni precedenti: con indicazioni nazionali specifiche, spesso con meno ore di lezione e con diverse scansioni delle discipline e dei contenuti delle stesse. Ci sono anche alcune novità assolute come, ad esempio, i licei musicali e coreutici. Nell’ultimo anno a viale Trastevere ha operato un gruppo di lavoro ad hoc. Ormai siamo alle limature e, secondo quanto l’ANSA è in grado di apprendere, nei prossimi giorni sarà emanato l’apposito decreto ministeriale. Nei tecnici e professionali, così come nei licei artistici o musicali, la seconda prova scritta potrà essere grafica o compositiva e dovrà tenere conto anche della dimestichezza acquisita con le attività di laboratorio. Ma il provvedimento dovrebbe intervenire anche sulla prima prova, quella di italiano. «La trovo inutilmente complessa, con una moltitudine di tracce che pochissimi svolgono» ha detto recentemente il ministro Giannini a cui piace il modello del saggio breve: «un riassunto su più fonti che dà strumenti per valutare lo studente». La struttura della prova sarà dunque semplificata. Quanto al terzo scritto potà essere usato anche per tastare, lì dove prevista, la conoscenza delle lingue straniere, la capacità di problem solving oppure l’attitudine a sviluppare progetti. Per quanto riguarda invece l’orale, tenendo conto delle specificità dei singoli indirizzi, si potrebbe decidere anche di verificare non solo le conoscenze disciplinari ma anche quelle derivanti dalle esperienze di alternanza scuola-lavoro oppure di studio all’estero.

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